martedì 8 maggio 2007

Ipocrisie primaverili

A una settimana esatta dal concerto del Primo Maggio credo di poter finalmente fare un commento a freddo sulle sterili polemiche che ne sono seguite, senza correre rischio alcuno di alimentarle o dar loro più importanza di quanto non meritino.

Si è tanto parlato delle battute fatte da Andrea Rivera sul Vaticano e sulla Chiesa Cattolica, dimenticando che, appunto, di battute si trattava, di satira. A quanto pare l'insofferenza della politica e delle lobby (religiose e non) verso questa forma di comicità non è cambiata col governo.

Ho sentito giudizi gravissimi, dall'autoridicolizzante accusa di "terrorismo" lanciata dall'Osservatore Romano al blando "scriteriato" del Presidente del Consiglio, ma quello che nessuno ha evidenziato a sufficienza, neanche i Radicali che subito si sono schierati a difesa di Rivera, è che quanto espresso con quelle battute aveva una caratteristica fondamentale: era tremendamente vero, innegabile.

Sinceramente mi sarei aspettato ben altra indignazione.

E invece no: tutti a correre a dissociarsi, sindacati e organizzatori in testa. Evidentemente siamo di fronte all'ennesima ipocrisia di un paese in cui anche i vetero comunisti ormai votano per i democristiani.

Signori miei, il re è nudo e non è additando il buffone che ha il coraggio di ammetterlo che gli rimetterete i vestiti.

Per l'ennesima volta, vi supplico, recuperiamo uno straccio di laicità.

2 commenti:

Haymar ha detto...

E' appena uscito un libro interessante, a proposito:

PERCHE' NON POSSIAMO ESSERE CRISTIANI (E MENO CHE MAI CATTOLICI) Piergiorgio Odifreddi da longanesi.

Soloist ha detto...

Grazie della segnalazione. Tra l'altro ieri sera l'autore è stato ospite della Dandini.