venerdì 29 maggio 2015

MIDI G.A.S. Part 1

Durante il mio ultimo attacco di G.A.S. (no, non soffro di aerofagia... per i non musicisti, è l'acronimo di Gear Acquisition Syndrome) e complice il malefico tentatore a nome eBay, mi sono accaparrato un paio di nuovi gingilli, che conto ti collaudare a dovere questo fine settimana.

Il primo è un'interfaccia Audio-MIDI IK Multimedia iRig Pro.


Si tratta di uno scatolotto delle dimensioni di mezzo pacchetto di sigarette, principalmente pensato per dispositivi mobili Apple (iPod, iPhone, iPad), ma utilizzabile anche con Mac e PC, dotato di un ingresso microfonico (-10db, phantom power 48V alimentato a pila), utilizzabile per microfoni o per qualsiasi strumento elettrico (chitarra, basso, violino, ecc.), e di un ingresso MIDI.

La mia idea è di utilizzarlo per avere sempre a disposizione un amplificatore "di emergenza" (iPhone/iPad+iRig Pro), ad esempio quando sono in viaggio, e per trasformare il mio iPad in un modulo sonoro, da pilotare con dei pads o con una chitarra MIDI.

Per quest'ultimo uso ho in mente di utilizzare principalmente l'app Animoog, che ho acquistato già da qualche tempo, sia per iPad che per iPhone.

Ma veniamo al secondo gingillo, anch'esso legato al mondo della chitarra MIDI: si tratta di un pick-up (o wireless guitar controller, come lo chiamano i suoi creatori) Fishman Triple Play.


Questo simpatico oggettino unisce in sé funzionalità che fino ad ora si potevano ottenere solo combinando due dispositivi: un pick-up esafonico, in grado cioè di catturare indipendentemente il segnale di ciascuna corda della chitarra, e un convertitore pitch-to-MIDI, in grado di convertire questi segnali -appunto- in messaggi MIDI.

A queste due funzionalità si aggiunge una terza utilissima caratteristica: la trasmissione dei segnali MIDI è wireless, vale a dire questi non viaggiano su un tradizionale cavo MIDI, bensì vengono trasmessi ad un ricevitore (della forma e dimensioni di una chiavetta USB), da inserire nel proprio PC o Mac.

L'unica limitazione di questa configurazione, anche se non da poco, è che non è possibile pilotare moduli sonori hardware, ma unicamente strumenti software. Tuttavia a ciò esiste già un rimedio, anche se non economicissimo: è sufficiente inserire il ricevitore USB, anzichè in un computer, in un dispositivo come il Kenton MIDI USB Host, ed ecco che si ha nuovamente a disposizione la familiare porta MIDI-Out, tramite la quale pilotare qualsiasi modulo sonoro.

Inoltre pare che la Fishman abbia in programma di mettere presto sul mercato un dispositivo simile, quale accessorio per il Triple Play.

Direi che come panoramica è stata fin troppo prolissa. Sotto con la prova pratica.

mercoledì 27 maggio 2015

È così difficile?

È così difficile evitare di candidare pregiudicati e indagati?

No, non lo è. O meglio, non lo sarebbe, se solo lo si volesse fare.

Per una semplice assunzione viene richiesto un Certificato del Casellario Giudiziario, ma per candidarsi a rappresentare i cittadini no. Curioso.

D'accordo, tecnicamente non è necessario avere la fedina penale pulita e non essere sotto inchiesta per candidarsi, ma sarebbe opportuno evitare che coloro che ci rappresenteranno abbiano a che fare (almeno) con quei reati che con questa rappresentanza sono incompatibili.

E invece nelle liste si trova di tutto: corruzione, concussione, reati di mafia, inchieste in corso e reati passati in giudicato. Non vi è limite.

E non nascondiamoci dietro un dito. Il fatto che la cosa accada in una lista apparentata non rende la cosa meno grave ed esente da controlli.

Perché poi la cosa esce solo adesso, a ridosso del silenzio pre-elettorale? Semplice: per una bieca volontà auto-assolutoria. "Sì, è vero, c'è un problema, ma ormai è tardi per porvi rimedio. Ci dispiace."

Troppo comodo.

In un momento in cui la politica più che mai vive una crisi di credibilità, ciò non fa altro che aggravare la situazione e finirà per incrementare ulteriormente l'astensionismo.

Ma forse anche questo, in fondo, è uno degli obbiettivi: meno siete e meglio vi possiamo controllare e manipolare.

Difficile sperare in un'Italia migliore, quando la logica delle clientele e dei piccoli potentati è e rimane più importante della legalità.

Come diceva sempre la buonanima di mio nonno: povera Italia.

giovedì 21 maggio 2015

A new hope...

... for this blog.

Forse, e sottolineo forse, ho trovato una funzione utile per questo blog. Se non per i pochi masochisti rimasti a leggere i miei post con cadenza ormai annuale, quantomeno per me stesso.

Quale funzione? Non vorrete mica che vi (o mi) rovini la sorpresa?!

lunedì 14 luglio 2014

Che senso ha?

Che senso ha avere un blog se non ci posti mai?

Che senso ha se non fai almeno un posto all'anno?

Ecco, questo è il mio post per il 2014.

Ci vediamo l'anno prossimo.

martedì 5 febbraio 2013

Libri gialli

Adoro i libri gialli.

Non parlo del genere, ma proprio del colore.

Mi piace la carta ingiallita dei vecchi libri, quella carta ruvida che oggi non si usa più.

Anche l'odore di quelle vecchie pagine ha un qualcosa di affascinante.

Per non parlare di note, dediche, sottolineature... Più un libro è vissuto e più me ne sento attratto.

Quando entro in un negozio di libri usati è raro che non ne esca con una vecchie e scolorita edizione sotto mano, meglio ancora se risalente a prima della guerra.

Un libro usato ha spesso una storia da raccontare. Sfogliandone le pagine si può quasi rivivere un pezzo della vita dei suo precedenti possessori. È una sensazione unica, che va oltre il semplice piacere della lettura.

Emozioni così non si possono trovare in nessun eBook.

domenica 6 gennaio 2013

Stanotte

Stanotte non mi va di dormire.

Voglio scrivere. Voglio leggere finché non mi si gonfiano gli occhi.

Non fosse così tardi suonerei anche. Magari faccio anche quello, in cuffia.

So già che domani me ne pentirò, ma in questo momento dormire mi sembrerebbe proprio una perdita di tempo.

Ma sì... domani è domenica. Mi posso pur permettere un po' di creatività notturna.

Capita sempre più di rado. Purtroppo.

mercoledì 30 maggio 2012

Anch'io sul trono

Avevo deciso di aspettare.

Avevo deciso di non iniziare, fino a quando non fosse stata completa.

Avevo comprato il primo libro, ma l'avevo parcheggiato in libreria.

E invece non ho resistito ed ho cominciato a leggere le Cronache del Giaccio e del Fuoco.

In realtà è successo un po' per caso. Mi si sono materializzati sul computer un paio di episodi della serie Game of Thrones, che da questi libri è tratta, ed ho deciso di vedere il primo.

Mi è piaciuto molto ed ho condiviso la cosa con gli amici su Twitter. Subito sono stato "vivamente" sconsigliato dal proseguire la visione prima di aver letto i libri.

E così, onde poter vedere gli altri episodi, ho cominciato la lettura.

Risultato: non riesco a staccarmi. Rimango sveglio a leggere anche fino alle due di notte.

Difficile dire quale sia la ricetta di un libro così avvincente. Forse i personaggi, così ben delineati, forse le vicende, così coinvolgenti, ... fatto sta che si rimane incollati fino all'ultima pagina, ansiosi di passare al volume successivo.

Adesso mi toccherà procurarmi gli altri volumi ed unirmi a coloro che sperano che il Signor Martin si mantenga in salute e... si dia una mossa!

mercoledì 25 aprile 2012

Sarebbe stato bello...

...se Google.it avesse dedicato un Doodle al 25 aprile.

Mi sembra un filo più importante della festa del papà o del 132° anniversario della nascita dell'inventore della cerniera lampo...

Commenti dimenticati

Mi sono accorto solo oggi, e per puro caso, che avevo circa una quarantina di commenti arretrati da approvare, alcuni risalenti a due anni fa.

Per la maggior parte si trattava di spam, ma alcuni erano reali e sono colpevolmente rimasti nel limbo per tutto questo tempo.

Colgo l'occasione per scusarmi con i loro autori.

Mi chiedo solo perché non mi sia mai arrivata alcuna comunicazione a riguardo da parte di Blogger/Google...

venerdì 30 marzo 2012

Email for dummies

Oggi una collega di un'altra sede (e di un'altra città) ha erroneamente inviato un'email, evidentemente destinata a qualcun altro, ad una casella di posta comprendente tutti i colleghi della mia sede (presumibilmente svariate centinaia di persone).

Prima che la collega in questione potesse accorgersi dell'errore ed effettuare un recall dell'email, sono cominciate a fioccare le risposte, alcune richiedenti spiegazioni, altre di scherno, altre ancora (la maggior parte) contenenti semplicemente dei punti interrogativi.

Ora, va bene segnalare l'errore, ma è proprio necessario farlo con un reply to all, intasando di spam le caselle di posta di centinaia di colleghi?

Una risposta diretta alla collega sarebbe stata più che sufficiente.

Quando si dice che la cura è peggiore del male...

mercoledì 29 febbraio 2012

Pedali, a volte ritornano

Con una delle due band con cui suono attualmente utilizzo un setup decisamente meno "tecnologico" rispetto ai miei standard. Nella fattispecie sono tornato all'uso dei tradizionali "pedalini", che ho recuperato dal fondo del mio magazzino musicale ed assemblato nella mia fidata pedalboard.

Un po' affollata, ma funzionale.

La catena del segnale è la seguente: chitarra --> WOBO Buffer/Booster --> Korg DT-10R Tuner --> Boss CS-3 Compressor --> Boss OC-2 Octaver --> Morley Bad Horsie Wah --> Mesa Boogie V-Twin Preamp --> Boss PH-2 Phaser --> Boss CH-1 Chorus --> Ibanez DE-7 Delay/Echo --> amplificatore, il tutto alimentato da un Cioks Double Jack.

A parte il V-Twin, sono tutti pedali piuttosto economici, ma la combinazione al momento è più che soddisfacente (anche se ciò non significa che non intenda apportarvi modifiche).

I difetti principali al momento sono due.

Il primo è la discreta rumorosità. Tutti i pedali utilizzati sono dotati di buffer; per questo motivo ciascun pedale, anche se spento, contribuisce a peggiorare il rapporto segnale/rumore. Per risolvere questo inconveniente procederò a sostituirli, uno per uno, con pedali migliori, dotati di sistema true bypass. Il primo a partire sarà il rumorosissimo (e odiatissimo) CS-3, destinato ad essere rimpiazzato da un clone del Ross Grey Compressor.

Il secondo problema è dato dal cosiddetto "tip tap". Cambiamenti drastici della configurazione degli effetti costringono a volte ad una vera e propria danza. Per passare, ad esempio, da un distorto con delay ad un pulito con compressore e chorus bisogna accendere o spegnere ben quattro pedali, il tutto nel più breve tempo possibile. Le possibili soluzioni per questo tipo di problema sono molteplici, ma coinvolgono tutte un qualche sistema di switching, che consenta di aggiungere o rimuovere automaticamente dalla catena i singoli pedali, dando la possibilità di richiamare scenari preconfigurati tramite preset.

Al momento le soluzioni che ho preso in considerazione sono due.

La prima consiste nel gestire tutti i pedali tramite un sistema MIDI della Voodoo Lab (già Digital Music Corporation), che già posseggo, costituito da un GCX Audio Switcher e dalla relativa pedaliera di controllo Ground Control Pro. I pedali verrebbero alloggiati in un rack assieme allo switcher e il chorus ed il delay (ed eventualmente anche il phaser) potrebbero essere sostituiti dal TC Electronic G-Force, che al momento è a prender polvere.

Il principale vantaggio di questa soluzione, oltre al guadagno in versatilità e qualità degli effetti, sarebbe di non dover acquistare nulla, dato che ho tutto già in casa. Gli svantaggi sarebbero il notevole aumento della quantità di strumentazione da trasportare e la maggior difficoltà nel variare al volo le regolazioni dei singoli pedali, dato che questi si troverebbero in un cassetto estraibile all'interno del rack.

La seconda soluzione consiste nell'utilizzare un sistema di switching floor based, ossia una pedaliera di controllo con incorporati dei loop per la gestione dei pedali. Ciò consentirebbe di mantenere il tutto all'interno della pedalboard, senza dover trasportare un rack aggiuntivo, mantenendo tutti i pedali a portata di mano.

L'unico svantaggio di questa soluzione sarebbe la necessità di acquistare la suddetta pedaliera, per il resto sarebbe il compromesso migliore.

Nel caso dovessi scegliere questa strada, la scelta ricadrebbe quasi certamente su un sistema G Lab GSC. Queste pedaliere consentono di gestire 4 (GSC-1) o 6 pedali (GSC-2 e GSC-3), con prese di alimentazione a 9V (eliminando la necessità di un sistema di alimentazione separato) ed uscita dedicata per l'accordatore (tenendolo così fuori dalla catena), con in più 4 linee di switching, utilizzabili per selezionare i canali del V-Twin e/o dell'amplificatore. In più sono delle pedaliere di controllo MIDI molto complete e consentono di gestire anche sistemi più complessi.

Quasi quasi vendo GCX e Ground Control e mi compro una GSC...

Da ultimo una piccola curiosità... Quasi sei anni fa la mia pedalboard appariva così. Un bel cambiamento.

giovedì 16 febbraio 2012

Complicazioni linguistiche

Oggi credo di aver incontrato la parola tedesca (ovviamente composta) più lunga che abbia mai visto:

"Rettungspaketkreditauszahlungsvorraussetzungsbedingungen"

L'impressionante livello di complicazione che questa lingua riesce a raggiungere non finirà mai di stupirmi.

Mein Gott...

giovedì 9 febbraio 2012

La prima torta reprise

Ci ho riprovato col lievito giusto.

Questa volta è venuta bene.


Tripudio!

mercoledì 8 febbraio 2012

Libri al 25%

Segnalazione di servizio.

In questi giorni su Amazon.it è disponibile una selezione, non enorme in verità, di libri al 25% di sconto.

Magari qualcuno è interessato.

P.S.: Vanamonde, se hai qualche consiglio sai che è sempre benaccetto.

lunedì 6 febbraio 2012

La prima torta

Ieri, per la prima volta nella mia vita, ho provato a fare una torta.

Sulla carta la ricetta è facile. Trattasi di torta "alle" mele.

Ingredienti:

  • 3 uova
  • 100g di zucchero
  • 50g di burro (fuso)
  • scorza di limone grattugiata
  • lievito
  • 150g di farina
  • 2 mele sbucciate e grattugiate

La preparazione è anch'essa molto semplice: gli ingredienti vanno aggiunti nell'ordine in cui sono riportati nella lista, mescolando bene ogni volta, dopodiché si versa il tutto in una tortiera, si inforna a 180°C per 30 minuti e... fatto!

Ora qualcuno mi sa spiegare perché il risultato è stato un disco volante dello spessore di 1cm ed un peso specifico di poco inferiore a quello del piombo?

Chi è il responsabile? Il lievito (principale indiziato)? Il fatto che ho usato zucchero di canna? Dovevo forse far riposare l'impasto prima di infornare?

Snort.

Addendum
Nel frattempo ho scoperto l'errore (grazie Barbara): dovevo usare questo. Presto il secondo tentativo.

giovedì 2 febbraio 2012

La riscoperta dello shuffle

Quando sono in giro da solo ho spesso il mio iPod a tenermi compagnia (spesso, non sempre, perché a volte lo dimentico in un'altra giacca o nello zaino, ma tant'è...)

Solitamente ascolto sempre gli album per intero, più raramente vado alla ricerca di un brano specifico, ma ultimamente ho ripreso una vecchia abitudine, che avevo perso da tempo: quella di impostare il player in modalità shuffle ed ascoltare una sequenza casuale di brani.

Ciò presenta due notevoli vantaggi.

Anzitutto risparmia ad un pigro ed indeciso come me il tedio della scelta di cosa ascoltare, che con ogni probabilità cadrebbe sui soliti album "collaudati".

In seconda battuta, spesso fa sì che l'allegra macchinetta (ri)proponga brani che, persi nella mia sterminata collezione, avevo dimenticato (o a volte addirittura mai ascoltato) e che in più di un caso si rivelano come una piacevole (ri)scoperta.

Anche quando la sorpresa non è gradevole, faccio buon uso dello skip e prendo un appunto mentale per un eventuale sfoltimento della collezione.

Da provare.

venerdì 27 gennaio 2012

Reaper, una DAW cross platform

Da ormai quasi un anno sono diventato utente Mac e devo dire che mai scelta fu più felice, specie per quanto riguarda le applicazioni musicali.

Non dovendo più lottare con driver e instabilità del sistema, riesco a sfruttare meglio il mio tempo, a beneficio della creatività.

Tuttavia qualche problema rimane ancora, soprattutto quando mi trovo a lavorare con altri musicisti, in particolare per quanto riguarda la scelta della DAW (Digital Audio Workstation) da utilizzare.

Gli utenti Windows si dividono principalmente tra Steinberg Cubase e Cakewalk Sonar, mentre quelli Mac tra Avid Pro Tools e Apple Logic.
Lavorare ad uno stesso progetto, soprattutto in fase di pre-produzione, spesso risulta tedioso per la mancanza di una piattaforma comune.

La risposta a questo problema è tanto efficiente quanto economica: Reaper.

Reaper è una DAW sviluppata dalla Cockos Inc., società dietro la quale si celano alcuni dei creatori del famoso player WinAmp, tra cui lo stesso Justin Frankel, che ne è presidente.

Il software è disponibile sia per Windows che per Mac ed è progettato con in mente la semplicità d'uso, ma senza che ciò vada a scapito della gamma di funzionalità offerte.

Un caratteristica innovativa è la mancanza di distinzione tra tracce audio e tracce MIDI. Ciascuna traccia può ospitare eventi dell'uno e dell'altro tipo, rendendo la gestione particolarmente semplice ed intuitiva. Anche i bus vengono implementati come semplici tracce, facendo ricorso a specifici routing.

Naturalmente sono supportati i principali standard per plug-in e strumenti virtuali, quali VST, AU, DX, ReWire, ecc., ma una delle caratteristiche più interessanti è il prezzo. Una licenza per uso personale costa solo $60 (una per uso commerciale $225) e dà diritto a tutti gli upgrade fino alla major version successiva inclusa (al momento siamo alla 4.151 e gli upgrade sono inclusi fino alla 5.99). Decisamente concorrenziale, visto anche il costo dei competitor sopra citati.

Reaper è scaricabile liberamente e non occorre acquistare una licenza per provarlo. Si ha diritto ad una prova gratuita di 30 giorni, superati i quali un pop-up ci ricorda della necessità di acquistare una licenza (senza però che intervenga alcuna limitazione al funzionamento). Per scelta dell'azienda non è infatti implementato alcun meccanismo di copy protection, in quanto questo non sarebbe negli interessi dei propri clienti.

Per finire, sul sito è disponibile un completo manuale utente, anch'esso scaricabile gratuitamente e mantenuto costantemente aggiornato. Difficile chiedere di più.

Come è facile immaginare Reaper non è esente da difetti (la gestione degli eventi MIDI è un po' spartana, per esempio), ma la qualità di questo software è decisamente professionale e degna di essere paragonata a quella dei cugini più famosi.

Vale decisamente la pena provarlo.

giovedì 26 gennaio 2012

Anno nuovo, blog vecchio

Forse è il caso di ricominciare a nutrire questo povero blog, dopo averlo trascurato per più di un anno e mezzo.

Anche se scrivo sempre soprattutto per me stesso, sarebbe comunque utile sapere se c'è (ancora) qualcuno in ascolto (oltre Ernesto).

Se ci sei/siete, batti/battete un colpo.

giovedì 12 agosto 2010

Es regnet

Was brauche ich? Was will ich?
Manchmal weiß ich genau.
Manchmal bin ich nicht sicher.
Manchmal habe ich keine Ahnung.

Einen Tag scheint es, dass du alles hast.
Den folgenden Tag fühlst du dich allein und traurig.

Es regnet und das hilft nicht.

venerdì 16 luglio 2010

Casa

Che significa "casa"? È un luogo fisico? O più una sensazione, come tale soggetta a mutamenti, mentre attraversiamo le diverse fasi della nostra vita?

Per me "casa" non è mai stato un luogo preciso. Non mi sono mai affezionato a delle mura, ma sempre e solo a chi quelle mura abitava o attorno ad esse gravitava.

Certo, capita di sviluppare un particolare attaccamento ad un posto, un oggetto, uno spazio, ma dietro questo attaccamento si celano sempre una o più persone, di cui quell'entità inanimata funge da simulacro.

In quanto luogo, la "casa" non è cambiata molte volte nel corso della mia vita, ma ad ogni suo cambiamento è sempre corrisposto un grande mutamento nel mio spirito, nei miei sentimenti, nel mio modo di vivere.

Cambiare è crescere e cambiare "casa" ha sempre rappresentato per me uno dei momenti di crescita maggiore.

La vera "casa" è fatta di persone, non di cose, e come tale, l'unica "casa" che conta non cambia mai, non si lascia mai. La si porta sempre dentro di sé, a volte accogliendovi persone nuove, a volte lasciandone andare delle altre, ma sempre ospitando coloro che mai ci lasceranno, in quell'affascinante cammino chiamato vita.