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martedì 5 febbraio 2013

Libri gialli

Adoro i libri gialli.

Non parlo del genere, ma proprio del colore.

Mi piace la carta ingiallita dei vecchi libri, quella carta ruvida che oggi non si usa più.

Anche l'odore di quelle vecchie pagine ha un qualcosa di affascinante.

Per non parlare di note, dediche, sottolineature... Più un libro è vissuto e più me ne sento attratto.

Quando entro in un negozio di libri usati è raro che non ne esca con una vecchie e scolorita edizione sotto mano, meglio ancora se risalente a prima della guerra.

Un libro usato ha spesso una storia da raccontare. Sfogliandone le pagine si può quasi rivivere un pezzo della vita dei suo precedenti possessori. È una sensazione unica, che va oltre il semplice piacere della lettura.

Emozioni così non si possono trovare in nessun eBook.

mercoledì 30 maggio 2012

Anch'io sul trono

Avevo deciso di aspettare.

Avevo deciso di non iniziare, fino a quando non fosse stata completa.

Avevo comprato il primo libro, ma l'avevo parcheggiato in libreria.

E invece non ho resistito ed ho cominciato a leggere le Cronache del Giaccio e del Fuoco.

In realtà è successo un po' per caso. Mi si sono materializzati sul computer un paio di episodi della serie Game of Thrones, che da questi libri è tratta, ed ho deciso di vedere il primo.

Mi è piaciuto molto ed ho condiviso la cosa con gli amici su Twitter. Subito sono stato "vivamente" sconsigliato dal proseguire la visione prima di aver letto i libri.

E così, onde poter vedere gli altri episodi, ho cominciato la lettura.

Risultato: non riesco a staccarmi. Rimango sveglio a leggere anche fino alle due di notte.

Difficile dire quale sia la ricetta di un libro così avvincente. Forse i personaggi, così ben delineati, forse le vicende, così coinvolgenti, ... fatto sta che si rimane incollati fino all'ultima pagina, ansiosi di passare al volume successivo.

Adesso mi toccherà procurarmi gli altri volumi ed unirmi a coloro che sperano che il Signor Martin si mantenga in salute e... si dia una mossa!

mercoledì 8 febbraio 2012

Libri al 25%

Segnalazione di servizio.

In questi giorni su Amazon.it è disponibile una selezione, non enorme in verità, di libri al 25% di sconto.

Magari qualcuno è interessato.

P.S.: Vanamonde, se hai qualche consiglio sai che è sempre benaccetto.

venerdì 2 ottobre 2009

Il casellante

Dopo tanto tempo che non leggevo nulla di Camilleri, ho preso in prestito dalla biblioteca questo libricino. La lettura scorre veloce e se ci ho messo poco più di una settimana a finirlo è solo perché l'ho letto unicamente sull'autobus, durante il breve tragitto tra casa e ufficio.

La vicenda è ambientata in Sicilia, tra l'immaginario paese di Vigàta e Castelvetrano, in epoca fascista, all'inizio della Seconda Guerra Mondiale, e vede protagonista, per l'appunto, un casellante.

Senza dilungarmi troppo sulla trama (sconsiglio tra l'altro la lettura della descrizione presente su Anobii, dato che racconta l'intero libro ad eccezione delle ultime tre pagine - qualcuno dovrebbe spiegargli la differenza tra "descrizione" e "riassunto"), dico solo che è un libro di molto piacevole lettura, dotato di un finale, anche se forse un po' precipitoso, decisamente poco prevedibile e a tratti commovente.

Vivamente consigliato. Anche se non prendete l'autobus.

mercoledì 5 settembre 2007

Biondillite reprise

Da un mesetto a questa parte, poco prima di partire per le ferie, sono riuscito a riprendere un attività che amo particolarmente e che, ultimamente, avevo ingiustamente trascurato, preso com'ero da beghe di ogni genere: leggere.

Il tomo che ha avuto il merito della rottura del ghiaccio non poteva che essere l'ultimo lavoro dello scrittore del quale, tra le mura domestiche, non sono né l'unico né il maggiore estimatore: Gianni Biondillo.

"Il giovane sbirro" è un insieme di racconti aventi nuovamente come protagonista Michele Ferraro e, come si può desumere dal titolo, ne narra i primi anni in polizia, dall'apprendistato alla prima indagine a fianco dell'ispettore Lanza, dalla nascita della propria famiglia alla sua, inevitabile, distruzione.

Essendo un lettore intermittente (o "da comodino", come ho scritto nel mio profilo su Anobii), la formula del racconto mi è sempre stata particolarmente congeniale: mi consente di aprire e chiudere il libro di frequente, senza dover necessariamente lasciare qualcosa in sospeso.

Pur avendo preferito i romanzi precedenti, ho trovato questi racconti estremamente piacevoli e avvincenti e in questi giorni di vacanza raramente me ne sono separato. Certo, come mi aveva fatto notare il buon Vanamonde, in alcuni casi le idee sono sviluppate in modo forse un po' frettoloso, concludendo rapidamente trame che avrebbero meritato uno sviluppo un po' più approfondito. Ma si tratta di un peccato veniale.

Credo che la formula del romanzo sia semplicemente più congeniale all'autore, oltre che più adatta al suo stile, ma quest'ultimo appare evidente in tutta la sua freschezza e godibilità anche in questa forma narrativa più breve, ottenendo comunque l'effetto di tenere il lettore incollato alle pagine.

Il racconto che ho preferito è il più lungo, inframmezzato agli altri come un collante. In assoluto quello che più mi ha fatto stringere i pugni e scalpitare per la rabbia. Leggetelo e capirete perché.

martedì 17 luglio 2007

Bibliomanie

Incuriosito da una segnalazione di UbiMario, ho cominciato anche io a costruire la mia biblioteca virtuale.

Molto probabilmente mi stancherò prima di lui, ma nel frattempo qualcuno dei libri che ho in casa farà capolino nell'apposita nuova sezione, qui in basso a destra.

Chi sa se il buon Vanamonde si farà contagiare. Sicuramente in mezzo alla sua sterminata biblioteca personale si celano molte piacevoli sorprese.

mercoledì 20 settembre 2006

Biondillite

Premessa
Sono più di due settimane che ho in draft questo post e non riesco mai a trovare il tempo di finirlo. Forse oggi è la volta buona.


Circa un mese fa ho finito di leggere il primo libro di Gianni Biondillo, "Per cosa si uccide", e subito ho pensato di scrivere le mie impressioni. Tuttavia, neanche posato il libro, mi sono ritrovato in mano il secondo, "Con la morte nel cuore", e ho cominciato a divorarlo, preso da quella che ormai è diventata una vera e propria sindrome: la biondillite.

Ora che entrambi i libri sono andati ad ingrossare la pila dei volumi letti (peraltro sempre più bassa di quella dei volumi da leggere), mi lancio in qualche commento, come sempre ben lungi dall'essere una vera e propria recensione.

Si tratta di due gialli (ma ciò è assolutamente secondario), che vedono come protagonista l'ispettore Michele Ferrari, pardon... Ferraro, assieme ai suoi colleghi del commissariato di Quarto Oggiaro, quartiere di Milano dove vive ed è cresciuto.

Più che la trama in sé, pur ben costruita ed avvincente, ciò che maggiormente mi ha affascinato in questi libri è la caratterizzazione dei personaggi.

L'abilità dell'autore nel rendere sensazioni, stati d'animo e pensieri del protagonista è tale che spesso mi sono ritrovato ad appasionarmi, non tanto alle situazioni, quanto al modo in cui il nostro "eroe" le affronta, con le sue gioie e le sue paure, il suo impeto e le sue insicurezze.

Michele Ferraro è uno di noi e, in più di un passo, confesso di essermici immedesimato. Tra l'altro abbiamo una importante caratteristica in comune... (no, non faccio il poliziotto).

Anche i personaggi comprimari e secondari sono molto ben costruiti. Il Sovrintendente Comaschi, col suo spiccato senso dell'umorismo tipicamente milanese, l'Ispettore Capo Lanza, un incrocio tra il Tenente Colombo e Spock, Mimmo O'Animalo e tutti gli altri, pur avendo tratti spesso surreali o caricaturali, allo stesso tempo sono tremendamente "veri".

Aggiungiamo che tutti questi personaggi si muovono nella mia città, con frequenti riferimeti ai luoghi di cui è fatta la mia quotidianità, e la ricetta della sindrome è completa.

Volendo descrivere la biondillite potrei usare una proporzione. ll libri di Biondillo stanno alla lettura come una cena di Marco e Silvia sta alla cucina: è tutto così gustoso che non vedi l'ora di assaggiare la pietanza successiva.

Non a caso mi sono appena buttato sul terzo libro dello stesso autore: "Per sempre giovane".
Penso che presto ne scriverò e, a giudicare da quanto ho letto sino ad ora, ne scriverò bene.

Conclusione
Puff puff, pant pant... Ce l'ho fatta.

venerdì 14 luglio 2006

Il corpo del mondo

Ho appena finito di leggere questo libro di Massimo Marcotullio, che avevo acquistato due o tre settimane fa alla Libreria del Giallo, in occasione della sua presentazione ad opera dell'autore e di Gianni Biondillo (che non l'aveva letto e l'ha detto).

Come noto non sono un bravo recensore, ma provo lo stesso a buttar giù rapidamente le mie impressioni.

Il libro è scritto molto bene, con uno stile diretto e scorrevole, e la lettura è stata alquanto piacevole, grazie anche alla struttura fatta di molti capitoli brevi che, da bravo lettore serale nonché orizzontale, mi è particolarmente congeniale.

Si tratta di un giallo molto avvincente, ambientato quasi interamente in riva al Po, tra barconi, manovali, discariche, mafiosi, birre in lattina, ex-guerriglieri ed ex-combattenti, costruttori senza scrupoli, ambientalisti, psicopatici e chi più ne ha più ne metta.

Il protagonista, l'investigatore privato Beo Fulminazzi, è dichiaratamente un Philip Marlowe nostrano, giusto un po' più scanzonato ed autoironico, come dichiarata è la volontà dell'autore di fare un parallelo tra il Mississippi e il Po, utilizzando il blues come trait d'union.

La storia non è del tutto verosimile, ma forse è anche questo che la rende particolarmente intrigante e piacevole alla lettura, con quell'atmosfera a metà tra il giallo e il fumetto.

Chi fosse interessato può leggere qui una recensione di Carlo Oliva, sempre che non sia infastidito da qualche esplicito riferimento alla trama qua e là (che io ho cercato accuratamente di evitare).

Buona lettura.

P.S.: credo che al più presto leggerò anche il precedente libro di Marcotullio, avente il medesimo protagonista. Sembra interessante.

lunedì 2 gennaio 2006

Non toccare la pelle del drago

L'ho finito in treno, in viaggio verso Lecce.

Non sono molto bravo a scrivere recensioni e, anche se lo fossi, non ne avrei voglia. Sarò dunque breve.

Non mi è piaciuto.

La storia non mi ha convinto, eccessivamente e inverosimilmente intricata. Ci sono troppi nodi e molti di essi, nel finale un po' affrettato, non vengono sciolti, ma semplicemente scompaiono.

Quel che mi è piaciuto meno è lo stile, innaturale, forzato, manieristicamente frammentato. È anche per questo che ci ho messo tanto a leggerlo.

L'ho finito più per puntiglio che per convinzione.

Grazie ugualmente a UbiMario per avermelo prestato.

venerdì 18 marzo 2005

È uscito

Lo si trova in edicola.
Lo consiglio vivamente.

giovedì 2 dicembre 2004

Watchmen

Rorschach
Rorschach
Ultimamente, forse invogliato da un post su Slashdot riguardante un prossimo film1 che ne dovrebbe essere tratto, ho cominciato a rileggere Watchmen2.
Non sono mai stato un accanito fumettofilo (esclusa una breve ma intensa parentesi di intrippamento per i fumetti giapponesi), nè tantomeno un appassionato di supereroi. Ma questa graphic novel della coppia Alan Moore (sceneggiatore) & Dave Gibbons (disegnatore) mi ha decisamente spiazzato. Posso tranquillamente definirlo il più bel fumetto che abbia mai letto.
Ora potrei dilungarmi in una prolissa disquisizione sul perché, ma il tempo è poco (e l'abilità nel recensire pure), perciò mi limito a fornire qualche link interessante.
Comincerei con questa pagina di Wikipedia (occhio agli spoilers, anche se segnalati).
Proseguirei poi con qualche recensione: questa (in Inglese) e queste due (in Italiano).
Qui si possono trovare le schede dei personaggi, oltre a qualche approfondimento ed un simpatico test.
Per finire, ma solo per chi si accinge almeno alla seconda lettura, due guide annotate: una e due.

1. A tal proposito nei mesi scorsi ho visto interessanti (e fantasiose) discussioni a riguardo, talvolta traenti spunto da ipotetiche locandine.
2. Rigorosamente in Inglese, anche se non è una lettura semplice. Per chi avesse problemi con la lingua, segnalo che la versione italiana (sulla cui bontà non mi pronuncio, non conoscendola) sarà pubblicata nella collana "I Classici del Fumetto SERIE ORO", in edicola il venerdì con la Repubblica.