lunedì 30 luglio 2007

Degna conclusione di indegna vicenda

Alla fine il bronzeo Gustavo Selva, forse stanco per le critiche provenienti dal suo partito, seguite al ritiro delle sue dimissioni, ha fatto ancora una volta la scelta giusta, all'insegna del confronto aperto e dell'assunzione di responsabilità.

Ha traslocato in Forza Italia (dove comportamenti come il suo, oltre che non censurati, evidentemente sono addirittura apprezzati).

Chiunque nutrisse ancora dei dubbi sulla natura posteriore della faccia di costui può ritenerli definitivamente fugati.

venerdì 27 luglio 2007

Il test del cellulare perso

Singolare test dell'onestà nelle città del mondo, sulla base del numero di telefonini smarriti restituiti al proprietario.

Milano si piazza discretamente, con due terzi dei cellulari oggetto del test restituiti: venti su trenta. Pensavo peggio.

Che abbia inconsapevolmente contribuito a quel venti?

giovedì 26 luglio 2007

Follia persecutoria

Ennesimo caso giudiziario riguardante la scuola. In estrema sintesi, questa volta la colpa degli insegnanti (perché sempre loro è la colpa) sarebbe di non essersi accorti che il deficiente di turno molestava una ragazzina, da loro redarguita perché forse troppo poco vestita.

La novità è che questa volta, quanto ad accuse, hanno veramente sbancato: violenza sessuale. Tiè, così impari a fare l'educatore con uno stipendio da fame.

A me questa storia sembra l'ennesima ritorsione delle famiglie, che scaricano sulla scuola la responsabilità dei loro fallimenti, con la magistratura che gli dà corda.

Il caro paparino di turno forse dovrebbe preoccuparsi un po' di più di come manda, non dico in giro, ma almeno a scuola sua figlia, invece di meravigliarsi se poi un bullo brufoloso con gli ormoni in subbuglio si fa attizzare dalla mercanzia, dando la colpa ai professori, che non fanno pattugliamento antipalpeggio.

Si vedono continuamente ragazzine di scuola media andare in giro (s)vestite come delle battone. E non credo che si cambino tutte sull'autobus.

Occorre recuperare il senso della misura e ridare alla scuola il suo compito primario: quello di luogo di istruzione e formazione, e non di rimedio all'incapacità di mamma e papà.

Se questo commento dovesse apparire particolarmente duro e schierato è perché lo è.

venerdì 20 luglio 2007

Musician Jokes

Q: Did you hear about the time the bass player locked his keys in his car?
A: It took over an hour to get the drummer out.

Q: How many singers does it take to change a light bulb?
A: Just one. He grabs the bulb and the world revolves around him.

Q: What's the definition of a half step?
A: Two fretless bassists playing in unison.

Q: What is the difference between a Blues musician and a Jazz musician??
A: A Blues musician plays 3 chords in front of 1000 people. A Jazz musician plays 1000 chords in front of 3 people.

Q: How do you get a guitarist to shut up?
A: Put sheet music in front of him!

mercoledì 18 luglio 2007

Quando la faccia non conta

Gustavo Selva ha ritirato le sue dimissioni da Senatore della Repubblica.

E non si è limitato a questo, ma non ha perso l'occasione, in un delirio autoassolutorio, per lanciarsi in un turbine di giustificazioni sul filo del ridicolo, durato più di mezz'ora e costellato da maldestri tentativi di voltaggio della frittata.

"I cittadini mi invitano a restare". Veramente gli unici inviti che ho sentito erano di tutt'altro indirizzo.

Rivolto ai Senatori: "lo faccio per rispetto vostro". Rispetto? Almeno il buon gusto di evitare le prese per i fondelli.

E qui dà il meglio: "se voi mi assolvete potrebbe sembrare la casta che si autodifende". Certo, molto meglio sottrarsi direttamente al giudizio, dunque.

E poi giù con scuse al limite del patetico: "ho cercato per 30 minuti [...] di far arrivare un taxi", "quelle concitate telefonate mi provocarono delle fibrillazioni cardiache". Come se dal raggiungimento di quello studio televisivo dipendesse la salvezza del genere umano.

A dir poco ridicolo il parallelo tra l'ambulanza di cui avrebbe indebitamente approfittato e quella che trasportò Mussolini, tratto in arresto il 25 luglio del 1943 (forse Vittorio Emanuele III voleva farlo trasportare negli studi della radio?).

Ma il vero motivo del ritiro delle dimissioni viene fuori nell'ultimo commento: "un voto in meno del centrodestra al Senato è un giorno in più per il governo Prodi". In sostanza, si può ben sacrificare la propria faccia (ammesso che ancora se ne possegga una) alla logica di partito.

Non so come giudicate voi un simile comportamento. A me viene in mente una sola parola: comincia per "p" e finisce per un sinonimo di "deretano".

martedì 17 luglio 2007

Bibliomanie

Incuriosito da una segnalazione di UbiMario, ho cominciato anche io a costruire la mia biblioteca virtuale.

Molto probabilmente mi stancherò prima di lui, ma nel frattempo qualcuno dei libri che ho in casa farà capolino nell'apposita nuova sezione, qui in basso a destra.

Chi sa se il buon Vanamonde si farà contagiare. Sicuramente in mezzo alla sua sterminata biblioteca personale si celano molte piacevoli sorprese.

lunedì 16 luglio 2007

Non scrivo più

È più di un mese che non passo da queste parti. Qualcuno degli aficionados più pazienti e perseveranti l'avrà notato.

Non saprei dire come mai. Mancanza di ispirazione? Forse. Nulla da dire? No, direi di no. Pigrizia? Sempre. Rimbecillimento? Probabile (stamattina mi son pure fatto fregare la tessera dal Bancomat).

Verranno tempi migliori. Intanto approfitto di questo post inutile per rompere il silenzio.

giovedì 14 giugno 2007

Finte ritorsioni per finti sgarri

Sensazionale! Il Vaticano taglia i fondi ad Amnesty International in quanto, a suo dire, l'organizzazione non governativa avrebbe assunto posizioni abortiste.

Il taglio è drastico e consiste nella cancellazione della totalità delle elargizioni a favore dell'associazione umanitaria.

Dunque... vediamo.... quanto fa il 100% di zero?

Va bene essere reazionari e medievalisti, ma sarebbe il caso di evitare di coprirsi di ridicolo.

mercoledì 6 giugno 2007

Gods of Metal 2007 (seconda parte)

Blind Guardian

Non sono un profondo conoscitore di questa band power metal tedesca, ma l'unico loro album che posseggo, Nightfall in Middle-Earth (ispirato al Silmarillion di J.R.R. Tolkien), non mi era dispiaciuto affatto.
Le uniche critiche che potrei fargli sono la qualità non proprio eccelsa del cantante, Hansi Kürsch, e la tendenza alla pallosità dopo un ascolto prolungato.

Blind GuardianDirei che entrambi i punti deboli sono stati confermati dalla loro esibizione live: Kürsch sugli acuti proprio non si può ascoltare (sembra che lo stiano strozzando) e i pezzi, per quanto gradevoli e ben suonati, dopo i primi trenta minuti cominciano a stufare.
Nel complesso è stato uno spettacolo comunque più che gradevole. Mi è piaciuto particolarmente il modo di suonare del chitarrista solista, André Olbrich, lontano dai funambolismi a cui ci hanno abituati certi smanettoni contemporanei, ma sempre preciso ed efficace. Un bel fraseggio senza inutili tecnicismi.

Terminato anche questo concerto, comincia l'attesa per uno dei main act della giornata.

Dream Theater

Che i Dream Theater fossero uno dei gruppi più attesi si sapeva, ma sinceramente non mi sarei aspettato una tale folla. Molta gente era venuta apposta per loro, pare, e a pochi minuti dall'inizio lo spazio antistante il palco si era talmente riempito da rendere assai difficile muoversi.

Il concerto inizia con l'intro, registrata, di Pull Me Under e subito parte l'ovazione del pubblico. La band attacca con l'ingresso della chitarra distorta ed esegue l'intero brano con la consueta maestria. Pubblico in delirio. Il vocalist James LaBrie ringrazia ed annuncia che, per celebrare l'imminente quindicesimo anniversario del loro album più famoso ed acclamato, Images and Words, lo eseguiranno per intero. Scatta l'euforia collettiva.
Io stesso devo dire di aver accolto la notizia con notevole entusiasmo. Adoro quell'album ed alcuni dei brani che lo compongono non li avevo mai sentiti dal vivo.

Dream TheaterSi prosegue dunque con Another Day, Take the Time, Surrounded (riarrangiata inserendo un estratto da Sugar Mice dei Marillion), Metropolis Pt. 1: The Miracle and the Sleeper, Under a Glass Moon, Wait for Sleep, e Learning to Live, come da track list dell'album.
Come bis, per non scontentare gli appassionati del metallo più pesante, Home (tratta dall'album Metropolis Pt. 2: Scenes from a Memory) e As I Am (tratta da Train of Thought).

Nel complesso un'ottima prova, con un LaBrie abbastanza in forma, che non sfigura alle prese con brani di difficile esecuzione (che per un certo periodo gli avevano creato non pochi problemi dal vivo) ed un Myung forse un po' stanco (qualche errorino da parte sua, cosa piuttosto rara), ma dal gran suono.
Portnoy ha tirato qualche stecca, ma nel complesso si è comportato bene (però, per pietà, non fatelo cantare più! vi prego!), evitando di peccare eccessivamente di overplaying, e Rudess, che non amo particolarmente, è riuscito a non rovinare i pezzi con i soliti suonacci da fantascienza e i suoi inutili frullati di tasti.
Petrucci di un altro pianeta, come al solito, tra l'altro fotografatissimo e filmatissimo dai giovani appassionati delle sei corde presenti.

Un concerto da ricordare.

Heaven and Hell

Alcuni credo non lo sapessero (io stesso l'ho capito dopo aver deciso di andare al concerto), ma gli Heaven and Hell altro non sono che la seconda incarnazione dei Black Sabbath, quella degli album Heaven and Hell (appunto), The Mob Rules e Dehumanizer, con Tony Iommi alla chitarra, Geezer Butler al basso, Vinny Appice alla batteria (subentrato a Bill Ward dopo la registrazione di Heaven and Hell) ed il mitico Ronnie James Dio alla voce.

La preparazione della scenografia è stata laboriosa ed ha richiesto un po' più della mezz'ora prevista. Atmosfera abbastanza cimiteriale, con le casse di basso e chitarra, rispettivamente sulla sinistra e sulla destra del palco, collocate dietro puntuti cancelletti di metallo, un fondale in stile antico maniero e tre schermi sospesi, sui quali proiettare immagini, che a me sembravano rappresentare altrettante finestre dell'edificio retrostante, ma in cui altri hanno identificato delle lapidi.
Di certo di grande effetto.

Heaven & HellI quattro si sono dimostrati in grande forma, presentando unicamente brani tratti dai suddetti tre album ed offrendo uno spettacolo di notevole effetto, sia dal punto di vista sonoro che visivo.
Iommi roccioso come sempre e in questa occasione particolarmente preciso ed efficace. Appice potente ed energico, sia nei brani che nel lungo assolo di batteria centrale.
Butler compassato ma sempre presente a sostenere i pilastri ritmici della band.
Ma il vero protagonista è stato lui: Ronnie James Dio. Questo intramontabile sessantaseienne ha dimostrato di avere ancora energia da vendere, non solo dal punto di vista vocale, ed una statura sempre ben superiore a quella fisica. Non una stecca, non una sbavatura, ha accompagnato il pubblico attraverso l'intera esibizione con quel suo fare da gentleman del metal, al tempo stesso autorevole e cortese.

Una grande esibizione che, assieme alla precedente, bastava a giustificare il prezzo del biglietto. Certamente una degna conclusione per una bella maratona musicale.

lunedì 4 giugno 2007

Gods of Metal 2007 (prima parte)

Ieri mi sono uno tolto uno sfizio. Ho fatto qualcosa che non avevo mai fatto, neanche ai tempi del liceo. Sono andato ad un festival metal.

La seconda giornata del Gods of Metal 2007, all'Idroscalo di Milano, era troppo ghiotta per resistere alla tentazione.
Sono anche riuscito a convincere la dolce metà a venire con me (non è che abbia dovuto faticare in verità).
La scaletta della giornata era la seguente:

10.30 - 11.00   SINESTESIA
11.30 - 12.00 DGM
12.30 - 13.05 ANATHEMA
13.30 - 14.20 SYMPHONY X
14.45 - 15.35 DARK TRANQUILLITY
16.00 - 17.00 DIMMU BORGIR
17.30 - 18.50 BLIND GUARDIAN
19.20 - 20.50 DREAM THEATER
21.30 - 23.30 HEAVEN & HELL

Tralasciando i gruppi del mattino, abbiamo deciso di organizzarci per essere sul posto entro le 13:30, attrezzati per un pranzo al sacco.
Usciamo poco dopo mezzogiorno e mezzo e, dopo una breve sosta al supermercato per l'acquisto di pane e companatico, partiamo alla volta dell'Idroscalo.
Parcheggiamo nel primo posto utile (tristemente a pagamento, ma custodito) e costeggiamo a piedi l'Idroscalo fino all'ingresso dell'IdroPark, in prossimità del quale si tiene il festival.
Versiamo l'obolo alle casse (55 euro a cranio) e siamo dentro.

Le piogge del giorno prima hanno lasciato il segno e la quasi totalità dello spazio ospitante la manifestazione consiste in una palude fangosa, costellata di pozzanghere.
Cercando di non affondare nelle sabbie mobili, ci facciamo largo fino alla zona prospicente il palco principale, che è a dir poco enorme.
Il tempo di trovare un fazzoletto di fango un po' più solido e la musica (ri)comincia.

Symphony X

È solo per questo gruppo che ho deciso di muovermi presto, altrimenti sarei arrivato con comodo a metà pomeriggio, perciò avevo delle discrete aspettative.
Deluse.
Questo quintetto dedito al progressive metal ultratecnico, capeggiato dal chitarrista Michael Romeo e dal frontman Russel Allen, è stato fortemente penalizzato da un lavoro dei fonici a dir poco pietoso.
Symphony XL'acustica era pessima: suono di chitarra abominevole, totalmente "inscatolato", sbilanciato sulle basse ed inutilmente alto (e qui nessuno mi leva dalla testa che parte della colpa sia da imputare all'amplificazione digitale in emulazione che il buon Michael si ostina ad utilizzare), voce troppo "dietro" rispetto al mix, tastiere inudibili, basso eccessivamente saturo, batteria appena passabile.
Un vero disastro. Si percepiva un unico rimbombo di frequenze basse e anche i pezzi a me noti erano a malapena riconoscibili.
La band ha anche presentato un paio di brani tratti dal loro nuovo lavoro, Paradise Lost, di imminente uscita, sui quali non posso fare commenti, vista la situazione di ascolto proibitiva.
Un inizio decisamente non buono.

Finito lo strazio andiamo in cerca di un posticino dove sederci per mangiare i panini. Alla destra del palco principale c'è un altro piccolo palco, dove band minori si esibiscono nella mezz'ora di pausa tra un concerto e l'altro. Nulla di ascoltabile sembra provenire da quella parte, dunque ci avviamo verso uno spiazzo asfaltato poco distante e, trovata una seduta di fortuna in prossimità della recinzione, consumiamo dell'ottimo pane farcito di Emmentaler (qualcuno mi spieghi perché non si chiama più Emmental e se ci vuole o meno la "H") e prosciutto crudo.

Nel frattempo comincia a suonare il gruppo successivo.

Dark Tranquillity

Non conoscevo i Dark Tranquillity e, quando hanno iniziato a suonare, non mi sono subito avvicinato al palco. Dopo un paio di pezzi devo dire che mi hanno incuriosito, cosicché ho riguadagnato la mia posizione. Musicalmente non mi sono dispiaciuti affatto, anche se non amo quel modo di cantare (credo sia definito growl).
Dark TranquillityQuesta band death metal svedese di sei elementi tiene il palco egregiamente, con chitarre taglienti e precise, stemperate da piacevoli tessuti melodici di tastiere.
La resa acustica, decisamente buona, ha fugato ogni dubbio sulla bontà dell'impianto, confermando l'incapacità dei fonici con la band precedente.

Dimmu Borgir

Sui Dimmu Borgir non posso dire molto, dato che abbiamo passato la quasi totalità della loro esibizione all'esterno dell'area della manifestazione, passeggiando sul vialetto dell'IdroPark e abbioccandoci brevemente su una panchina.
Dimmu BorgirL'unico commento che posso fare è che sono veramente cattivi, molto cattivi, troppo cattivi, almeno per i miei gusti, a cominciare dall'aspetto. Facce coperte di cerone, trucco satanico, sguardo feroce e cantante con voce demoniaca (anche quando parla tra un pezzo e l'altro).
Probabilmente è proprio il black metal che non fa per me e questa band norvegese è uno degli esponenti di punta di questo genere.

Trascorsa un'altra mezz'ora di pausa, della quale approfittiamo per riposare le chiappe, ci prepariamo per un altro dei gruppi per me interessanti.

Continua...

lunedì 21 maggio 2007

20 maggio in musica

Ieri, 20 maggio, abbiamo tenuto un concerto. L'anno scorso, il 20 maggio, abbiamo tenuto un concerto. Singolare coincidenza, almeno per chi, come noi, non si esibisce dal vivo con particolare frequenza.

Certo, allora era il Belgio, oggi Baggio (poche lettere e un migliaio di chilometri di differenza), ma non ci si può certo lamentare, specie in questi tempi di magra.

Il concerto è andato bene. Abbiamo proposto quattro brani del nuovo album, che si spera inizieremo a registrare subito dopo l'estate, e il riscontro di pubblico mi è parso più che confortante.

Anche alcuni tra gli habitué dei nostri concerti (tra cui lo stimato Vanamonde), i cui giudizi mi stavano particolarmente a cuore, hanno dimostrato di gradire il nuovo materiale.

Se è vero che il buon giorno si vede dal mattino, direi che ci sono tutti gli elementi per un album riuscito. O almeno di cui essere soddisfatti.

venerdì 18 maggio 2007

Waiting for Sicko

Ricevo dalla mailing list di Michael Moore e volentieri diffondo.

"Sicko" Is Completed and We're Off to Cannes!

May 17, 2007

Friends,

It's a wrap! My new film, "Sicko," is all done and will have its world premiere this Saturday night at the Cannes Film Festival. As with "Bowling for Columbine" and "Fahrenheit 9/11," we are honored to have been chosen by this prestigious festival to screen our work there.

My intention was to keep "Sicko" under wraps and show it to virtually no one before its premiere in Cannes. That is what I have done and, as you may have noticed if you are a recipient of my infrequent Internet letters, I have been very silent about what I've been up to. In part, that's because I was working very hard to complete the film. But my silence was also because I knew that the health care industry -- an industry which makes up more than 15 percent of our GDP -- was not going to like much of what they were going to see in this movie and I thought it best not to upset them any sooner than need be.

Well, going quietly to Cannes, I guess, was not to be. For some strange reason, on May 2nd the Bush administration initiated an action against me over how I obtained some of the content they believe is in my film. As none of them have actually seen the film (or so I hope!), they decided, unlike with "Fahrenheit 9/11," not to wait until the film was out of the gate and too far down the road to begin their attack.

Bush's Treasury Secretary, Henry Paulson, launched an investigation of a trip I took to Cuba to film scenes for the movie. These scenes involve a group of 9/11 rescue workers who are suffering from illnesses obtained from working down at Ground Zero. They have received little or no help with their health care from the government. I do not want to give away what actually happens in the movie because I don't want to spoil it for you (although I'm sure you'll hear much about it after it unspools Saturday). Plus, our lawyers have advised me to say little at this point, as the film goes somewhere far scarier than "Cuba." Rest assured of one thing: no laws were broken. All I've done is violate the modern-day rule of journalism that says, "ask no questions of those in power or your luncheon privileges will be revoked."

This preemptive action taken by the Bush administration on the eve of the "Sicko" premiere in Cannes led our attorneys to fear for the safety of our film, noting that Secretary Paulson may try to claim that the content of the movie was obtained through a violation of the trade embargo that our country has against Cuba and the travel laws that prohibit average citizens of our free country from traveling to Cuba. (The law does not prohibit anyone from exercising their first amendment right of a free press and documentaries are protected works of journalism.)

I was floored when our lawyers told me this. "Are you saying they might actually confiscate our movie?" "Yes," was the answer. "These days, anything is possible. Even if there is just a 20 percent chance the government would seize our movie before Cannes, does anyone want to take that risk?"

Certainly not. So there we were last week, spiriting a duplicate master negative out of the country just so no one from the government would take it from us. (Seriously, I can't believe I just typed those words! Did I mention that I'm an American, and this is America and NO ONE should ever have to say they had to do such a thing?)

I mean, folks, I have just about had it. Investigating ME because I'm trying to help some 9/11 rescue workers our government has abandoned? Once again, up is down and black is white. There are only two people in need of an investigation and a trial, and the desire for this across America is so widespread you don't even need to see the one's smirk or hear the other's sneer to know who I am talking about.

But no, I'm the one who now has to hire lawyers and sneak my documentary out of the country just so people can see a friggin' movie. I mean, it's just a movie! What on earth could I have placed on celluloid that would require such a nonsensical action against me?

Ok. Scratch that.

Well, I'm on my way to Cannes right now, a copy of the movie in my bag. Don't feel too bad for me, I'll be in the south of France for a week! But then it's back to the U.S. for a number of premieres and benefits and then, finally, a chance for all of you to see this film that I have made. Circle June 29th on your calendar because that's when it opens in theaters everywhere across the country and Canada (for the rest of the world, it opens in the fall).

I can't wait for you to see it.

Yours,

Michael Moore

P.S. I will write more about what happens from Cannes. Stay tuned on my website, MichaelMoore.com.

lunedì 14 maggio 2007

Il giorno della famiglia

Anzitutto chiedo scusa se rinuncio alla tanto in voga esterofilia nel nominare l'evento dello scorso 12 maggio.

In verità sono un po' stanco e non ho una gran voglia di commentare. In ufficio hanno acceso l'aria condizionata e non vedo l'ora di andarmene a casa, cercando di evitare (o rimandare) la quasi inevitabile sinusite estiva.

Fortunatamente c'è questo articolo che sintetizza perfettamente il mio pensiero sulla questione.

martedì 8 maggio 2007

Ipocrisie primaverili

A una settimana esatta dal concerto del Primo Maggio credo di poter finalmente fare un commento a freddo sulle sterili polemiche che ne sono seguite, senza correre rischio alcuno di alimentarle o dar loro più importanza di quanto non meritino.

Si è tanto parlato delle battute fatte da Andrea Rivera sul Vaticano e sulla Chiesa Cattolica, dimenticando che, appunto, di battute si trattava, di satira. A quanto pare l'insofferenza della politica e delle lobby (religiose e non) verso questa forma di comicità non è cambiata col governo.

Ho sentito giudizi gravissimi, dall'autoridicolizzante accusa di "terrorismo" lanciata dall'Osservatore Romano al blando "scriteriato" del Presidente del Consiglio, ma quello che nessuno ha evidenziato a sufficienza, neanche i Radicali che subito si sono schierati a difesa di Rivera, è che quanto espresso con quelle battute aveva una caratteristica fondamentale: era tremendamente vero, innegabile.

Sinceramente mi sarei aspettato ben altra indignazione.

E invece no: tutti a correre a dissociarsi, sindacati e organizzatori in testa. Evidentemente siamo di fronte all'ennesima ipocrisia di un paese in cui anche i vetero comunisti ormai votano per i democristiani.

Signori miei, il re è nudo e non è additando il buffone che ha il coraggio di ammetterlo che gli rimetterete i vestiti.

Per l'ennesima volta, vi supplico, recuperiamo uno straccio di laicità.

giovedì 3 maggio 2007

Il vaso si è rotto

Oggi ho ricevuto la seguente e-mail dal supporto di Pandora.

Dear Pandora listener,

Today we have some extremely disappointing news to share with you. Due to international licensing constraints, we are deeply, deeply sorry to say that we must begin proactively preventing access to Pandora's streaming service for most countries outside of the U.S.

It is difficult to convey just how disappointing this is for us. Our vision remains to eventually make Pandora a truly global service, but for the time being, we can no longer continue as we have been. As a small company, the best chance we have of realizing our dream of Pandora all around the world is to grow as the licensing landscape allows.

Based on your email address, we believe you may be listening from a country outside the U.S. If you are in fact listening from the U.S., please disregard this email.

Delivery of Pandora is based on proper licensing from the people who created the music - we have always believed in honoring the guidelines as determined by legislators and regulators, artists and songwriters, and the labels and publishers they work with. In the U.S. there is a federal statute that provides this license for all the music streamed on Pandora. Unfortunately, there is no equivalent license outside the U.S. and there is no global licensing organization to enable us to legitimately offer Pandora around the world. Other than in the U.K., we have not yet been able to make significant progress in our efforts to obtain a sufficient number of international licenses at terms that would enable us to run a viable business. The volume of listening on Pandora makes it a very expensive service to run. Streaming costs are very high, and since our inception, we have been making publishing and performance royalty payments for every song we play.

Until now, we have not been able to tell where a listener is based, relying only on zip code information provided upon registration. We are now able to recognize a listener's country of origin based on the IP address from which they are accessing the service. Consequently, on May 3rd, we will begin blocking access to Pandora to listeners from your country. We are very sad to have to do this, but there is no other alternative.

We will be posting updates on our blog regarding our ongoing effort to launch in other countries, so please stay in touch. We will keep a record of your existing stations and bookmarked artists and songs, so that when we are able to launch in your country, they will be waiting for you. We deeply share your sense of disappointment and greatly appreciate your understanding.

È finita la pacchia.

giovedì 26 aprile 2007

Brevi considerazioni sul traffico

Nelle ultime due settimane, avendo dormito fuori casa a causa dei lavori di cui ben sapete, mi son trovato ad andare al lavoro seguendo un itinerario diverso dal solito, che comprende nella loro interezza viale Corsica, corso XXII Marzo, e corso di Porta Vittoria.

Spesso mi sono trovato ad osservare, dal mezzo pubblico su cui mi trovavo, lo scorrere dei veicoli su queste importanti direttrici del traffico cittadino, osservandone le caratteristiche.

Anzitutto ho notato una grande abbondanza di grandi berline con autista e passeggero dietro, il più delle volte intento a smanettare con un Blackberry. Probabilmente il flusso di "pezzi grossi" è generato dalla vicinanza dell'aeroporto di Linate.

Poi un bel po' di furgoni e furgoncini, per lo più di ditte dell'hinterland milanese. E qui l'origine è con ogni probabilità lo svincolo Forlanini della tangenziale est.

Infine, escludendo moto e motorini vari, quasi tutto il traffico rimanente è costituito da auto con a bordo il solo conducente. Praticamente quattro vetture su cinque hanno un solo occupante. Preoccupante.

Chi sa quanto beneficio si avrebbe se si riuscisse ad introdurre con successo il car pooling...

Secondo me parecchio.

mercoledì 18 aprile 2007

Mangino brioches

Secondo Michela Vittoria Brambilla, ormai quasi ospite fissa della trasmissione di Rai3 "Ballarò", pagare le tasse sarebbe una questione di "solidarietà verso i meno abbienti". Perciò, sempre secondo l'educatissima Presidente dei Giovani Imprenditori di Confcommercio, nonché Presidente dei Circoli della Libertà, nonché pupilla del Cavaliere, nonché Paladina dei Giovani Rampolli di Successo, "finché si chiede il 33% va bene, ma il 45% è decisamente troppo".

Beh, certo, dare "in beneficenza" una sì gran parte dei propri introiti è decisamente eccessivo, anche per il più munifico dei mecenati.

Visto che ci siamo, se di elemosina si tratta, perché non renderla facoltativa?

martedì 10 aprile 2007

Si ricomincia

Dopo la pausa pasquale, conclusa ieri con una gitarella in quel di Desenzano del Garda, oggi riprende la routine lavorativa e con essa riprendono i lavori in casa.

Il nuovo impianto elettrico è collegato e funzionante (sia pur con qualche ritocchino da fare) da più di una settimana, ma ci siamo trasferiti da Efisia prima che potessi effettuare il promesso post alimentato dai nuovi fili.

A questo punto provvederò quando rientreremo in casa, cosa che non credo accadrà troppo rapidamente.

I lavori di idraulica sono terminati e quelli di imbiancatura e verniciatura lo saranno entro la fine della settimana, ma il rientro prevede anche pulizia e risistemazione totali, perciò penso che lo affronteremo nel modo più graduale possibile.

E poi a pensione non si sta affatto male. Ci si sveglia con la colazione pronta e la sera, tornanti dal lavoro, è già tutto pronto per la cena. Per non parlare delle camice che si stirano da sole.

Comincio a capire perché molti trentenni non vogliono andar via di casa.

lunedì 2 aprile 2007

Topolino diventa cattivo

Era ora.

Da buono mi è sempre stato sulle balle, magari da cattivo riesce a starmi simpatico.

venerdì 30 marzo 2007

Lavori in corso (aggiornamento)

A causa di una serie di intoppi di varia natura (di cui i più importanti nella forma di grossi parallelepipedi di cemento armato) ci è voluto più del previsto, ma l'impianto elettrico è quasi finito.

Se tutto va bene domattina si stacca il vecchio impianto e si collega il nuovo, domenica sera si trasloca e lunedì si parte con l'imbiancatura e tutto il resto.

Con ogni probabilità il prossimo post sarà scritto grazie alla corrente elettrica fornita da un terzetto di fili da 2,5 mm nuovi di zecca.