giovedì 14 giugno 2007

Finte ritorsioni per finti sgarri

Sensazionale! Il Vaticano taglia i fondi ad Amnesty International in quanto, a suo dire, l'organizzazione non governativa avrebbe assunto posizioni abortiste.

Il taglio è drastico e consiste nella cancellazione della totalità delle elargizioni a favore dell'associazione umanitaria.

Dunque... vediamo.... quanto fa il 100% di zero?

Va bene essere reazionari e medievalisti, ma sarebbe il caso di evitare di coprirsi di ridicolo.

mercoledì 6 giugno 2007

Gods of Metal 2007 (seconda parte)

Blind Guardian

Non sono un profondo conoscitore di questa band power metal tedesca, ma l'unico loro album che posseggo, Nightfall in Middle-Earth (ispirato al Silmarillion di J.R.R. Tolkien), non mi era dispiaciuto affatto.
Le uniche critiche che potrei fargli sono la qualità non proprio eccelsa del cantante, Hansi Kürsch, e la tendenza alla pallosità dopo un ascolto prolungato.

Blind GuardianDirei che entrambi i punti deboli sono stati confermati dalla loro esibizione live: Kürsch sugli acuti proprio non si può ascoltare (sembra che lo stiano strozzando) e i pezzi, per quanto gradevoli e ben suonati, dopo i primi trenta minuti cominciano a stufare.
Nel complesso è stato uno spettacolo comunque più che gradevole. Mi è piaciuto particolarmente il modo di suonare del chitarrista solista, André Olbrich, lontano dai funambolismi a cui ci hanno abituati certi smanettoni contemporanei, ma sempre preciso ed efficace. Un bel fraseggio senza inutili tecnicismi.

Terminato anche questo concerto, comincia l'attesa per uno dei main act della giornata.

Dream Theater

Che i Dream Theater fossero uno dei gruppi più attesi si sapeva, ma sinceramente non mi sarei aspettato una tale folla. Molta gente era venuta apposta per loro, pare, e a pochi minuti dall'inizio lo spazio antistante il palco si era talmente riempito da rendere assai difficile muoversi.

Il concerto inizia con l'intro, registrata, di Pull Me Under e subito parte l'ovazione del pubblico. La band attacca con l'ingresso della chitarra distorta ed esegue l'intero brano con la consueta maestria. Pubblico in delirio. Il vocalist James LaBrie ringrazia ed annuncia che, per celebrare l'imminente quindicesimo anniversario del loro album più famoso ed acclamato, Images and Words, lo eseguiranno per intero. Scatta l'euforia collettiva.
Io stesso devo dire di aver accolto la notizia con notevole entusiasmo. Adoro quell'album ed alcuni dei brani che lo compongono non li avevo mai sentiti dal vivo.

Dream TheaterSi prosegue dunque con Another Day, Take the Time, Surrounded (riarrangiata inserendo un estratto da Sugar Mice dei Marillion), Metropolis Pt. 1: The Miracle and the Sleeper, Under a Glass Moon, Wait for Sleep, e Learning to Live, come da track list dell'album.
Come bis, per non scontentare gli appassionati del metallo più pesante, Home (tratta dall'album Metropolis Pt. 2: Scenes from a Memory) e As I Am (tratta da Train of Thought).

Nel complesso un'ottima prova, con un LaBrie abbastanza in forma, che non sfigura alle prese con brani di difficile esecuzione (che per un certo periodo gli avevano creato non pochi problemi dal vivo) ed un Myung forse un po' stanco (qualche errorino da parte sua, cosa piuttosto rara), ma dal gran suono.
Portnoy ha tirato qualche stecca, ma nel complesso si è comportato bene (però, per pietà, non fatelo cantare più! vi prego!), evitando di peccare eccessivamente di overplaying, e Rudess, che non amo particolarmente, è riuscito a non rovinare i pezzi con i soliti suonacci da fantascienza e i suoi inutili frullati di tasti.
Petrucci di un altro pianeta, come al solito, tra l'altro fotografatissimo e filmatissimo dai giovani appassionati delle sei corde presenti.

Un concerto da ricordare.

Heaven and Hell

Alcuni credo non lo sapessero (io stesso l'ho capito dopo aver deciso di andare al concerto), ma gli Heaven and Hell altro non sono che la seconda incarnazione dei Black Sabbath, quella degli album Heaven and Hell (appunto), The Mob Rules e Dehumanizer, con Tony Iommi alla chitarra, Geezer Butler al basso, Vinny Appice alla batteria (subentrato a Bill Ward dopo la registrazione di Heaven and Hell) ed il mitico Ronnie James Dio alla voce.

La preparazione della scenografia è stata laboriosa ed ha richiesto un po' più della mezz'ora prevista. Atmosfera abbastanza cimiteriale, con le casse di basso e chitarra, rispettivamente sulla sinistra e sulla destra del palco, collocate dietro puntuti cancelletti di metallo, un fondale in stile antico maniero e tre schermi sospesi, sui quali proiettare immagini, che a me sembravano rappresentare altrettante finestre dell'edificio retrostante, ma in cui altri hanno identificato delle lapidi.
Di certo di grande effetto.

Heaven & HellI quattro si sono dimostrati in grande forma, presentando unicamente brani tratti dai suddetti tre album ed offrendo uno spettacolo di notevole effetto, sia dal punto di vista sonoro che visivo.
Iommi roccioso come sempre e in questa occasione particolarmente preciso ed efficace. Appice potente ed energico, sia nei brani che nel lungo assolo di batteria centrale.
Butler compassato ma sempre presente a sostenere i pilastri ritmici della band.
Ma il vero protagonista è stato lui: Ronnie James Dio. Questo intramontabile sessantaseienne ha dimostrato di avere ancora energia da vendere, non solo dal punto di vista vocale, ed una statura sempre ben superiore a quella fisica. Non una stecca, non una sbavatura, ha accompagnato il pubblico attraverso l'intera esibizione con quel suo fare da gentleman del metal, al tempo stesso autorevole e cortese.

Una grande esibizione che, assieme alla precedente, bastava a giustificare il prezzo del biglietto. Certamente una degna conclusione per una bella maratona musicale.

lunedì 4 giugno 2007

Gods of Metal 2007 (prima parte)

Ieri mi sono uno tolto uno sfizio. Ho fatto qualcosa che non avevo mai fatto, neanche ai tempi del liceo. Sono andato ad un festival metal.

La seconda giornata del Gods of Metal 2007, all'Idroscalo di Milano, era troppo ghiotta per resistere alla tentazione.
Sono anche riuscito a convincere la dolce metà a venire con me (non è che abbia dovuto faticare in verità).
La scaletta della giornata era la seguente:

10.30 - 11.00   SINESTESIA
11.30 - 12.00 DGM
12.30 - 13.05 ANATHEMA
13.30 - 14.20 SYMPHONY X
14.45 - 15.35 DARK TRANQUILLITY
16.00 - 17.00 DIMMU BORGIR
17.30 - 18.50 BLIND GUARDIAN
19.20 - 20.50 DREAM THEATER
21.30 - 23.30 HEAVEN & HELL

Tralasciando i gruppi del mattino, abbiamo deciso di organizzarci per essere sul posto entro le 13:30, attrezzati per un pranzo al sacco.
Usciamo poco dopo mezzogiorno e mezzo e, dopo una breve sosta al supermercato per l'acquisto di pane e companatico, partiamo alla volta dell'Idroscalo.
Parcheggiamo nel primo posto utile (tristemente a pagamento, ma custodito) e costeggiamo a piedi l'Idroscalo fino all'ingresso dell'IdroPark, in prossimità del quale si tiene il festival.
Versiamo l'obolo alle casse (55 euro a cranio) e siamo dentro.

Le piogge del giorno prima hanno lasciato il segno e la quasi totalità dello spazio ospitante la manifestazione consiste in una palude fangosa, costellata di pozzanghere.
Cercando di non affondare nelle sabbie mobili, ci facciamo largo fino alla zona prospicente il palco principale, che è a dir poco enorme.
Il tempo di trovare un fazzoletto di fango un po' più solido e la musica (ri)comincia.

Symphony X

È solo per questo gruppo che ho deciso di muovermi presto, altrimenti sarei arrivato con comodo a metà pomeriggio, perciò avevo delle discrete aspettative.
Deluse.
Questo quintetto dedito al progressive metal ultratecnico, capeggiato dal chitarrista Michael Romeo e dal frontman Russel Allen, è stato fortemente penalizzato da un lavoro dei fonici a dir poco pietoso.
Symphony XL'acustica era pessima: suono di chitarra abominevole, totalmente "inscatolato", sbilanciato sulle basse ed inutilmente alto (e qui nessuno mi leva dalla testa che parte della colpa sia da imputare all'amplificazione digitale in emulazione che il buon Michael si ostina ad utilizzare), voce troppo "dietro" rispetto al mix, tastiere inudibili, basso eccessivamente saturo, batteria appena passabile.
Un vero disastro. Si percepiva un unico rimbombo di frequenze basse e anche i pezzi a me noti erano a malapena riconoscibili.
La band ha anche presentato un paio di brani tratti dal loro nuovo lavoro, Paradise Lost, di imminente uscita, sui quali non posso fare commenti, vista la situazione di ascolto proibitiva.
Un inizio decisamente non buono.

Finito lo strazio andiamo in cerca di un posticino dove sederci per mangiare i panini. Alla destra del palco principale c'è un altro piccolo palco, dove band minori si esibiscono nella mezz'ora di pausa tra un concerto e l'altro. Nulla di ascoltabile sembra provenire da quella parte, dunque ci avviamo verso uno spiazzo asfaltato poco distante e, trovata una seduta di fortuna in prossimità della recinzione, consumiamo dell'ottimo pane farcito di Emmentaler (qualcuno mi spieghi perché non si chiama più Emmental e se ci vuole o meno la "H") e prosciutto crudo.

Nel frattempo comincia a suonare il gruppo successivo.

Dark Tranquillity

Non conoscevo i Dark Tranquillity e, quando hanno iniziato a suonare, non mi sono subito avvicinato al palco. Dopo un paio di pezzi devo dire che mi hanno incuriosito, cosicché ho riguadagnato la mia posizione. Musicalmente non mi sono dispiaciuti affatto, anche se non amo quel modo di cantare (credo sia definito growl).
Dark TranquillityQuesta band death metal svedese di sei elementi tiene il palco egregiamente, con chitarre taglienti e precise, stemperate da piacevoli tessuti melodici di tastiere.
La resa acustica, decisamente buona, ha fugato ogni dubbio sulla bontà dell'impianto, confermando l'incapacità dei fonici con la band precedente.

Dimmu Borgir

Sui Dimmu Borgir non posso dire molto, dato che abbiamo passato la quasi totalità della loro esibizione all'esterno dell'area della manifestazione, passeggiando sul vialetto dell'IdroPark e abbioccandoci brevemente su una panchina.
Dimmu BorgirL'unico commento che posso fare è che sono veramente cattivi, molto cattivi, troppo cattivi, almeno per i miei gusti, a cominciare dall'aspetto. Facce coperte di cerone, trucco satanico, sguardo feroce e cantante con voce demoniaca (anche quando parla tra un pezzo e l'altro).
Probabilmente è proprio il black metal che non fa per me e questa band norvegese è uno degli esponenti di punta di questo genere.

Trascorsa un'altra mezz'ora di pausa, della quale approfittiamo per riposare le chiappe, ci prepariamo per un altro dei gruppi per me interessanti.

Continua...

lunedì 21 maggio 2007

20 maggio in musica

Ieri, 20 maggio, abbiamo tenuto un concerto. L'anno scorso, il 20 maggio, abbiamo tenuto un concerto. Singolare coincidenza, almeno per chi, come noi, non si esibisce dal vivo con particolare frequenza.

Certo, allora era il Belgio, oggi Baggio (poche lettere e un migliaio di chilometri di differenza), ma non ci si può certo lamentare, specie in questi tempi di magra.

Il concerto è andato bene. Abbiamo proposto quattro brani del nuovo album, che si spera inizieremo a registrare subito dopo l'estate, e il riscontro di pubblico mi è parso più che confortante.

Anche alcuni tra gli habitué dei nostri concerti (tra cui lo stimato Vanamonde), i cui giudizi mi stavano particolarmente a cuore, hanno dimostrato di gradire il nuovo materiale.

Se è vero che il buon giorno si vede dal mattino, direi che ci sono tutti gli elementi per un album riuscito. O almeno di cui essere soddisfatti.

venerdì 18 maggio 2007

Waiting for Sicko

Ricevo dalla mailing list di Michael Moore e volentieri diffondo.

"Sicko" Is Completed and We're Off to Cannes!

May 17, 2007

Friends,

It's a wrap! My new film, "Sicko," is all done and will have its world premiere this Saturday night at the Cannes Film Festival. As with "Bowling for Columbine" and "Fahrenheit 9/11," we are honored to have been chosen by this prestigious festival to screen our work there.

My intention was to keep "Sicko" under wraps and show it to virtually no one before its premiere in Cannes. That is what I have done and, as you may have noticed if you are a recipient of my infrequent Internet letters, I have been very silent about what I've been up to. In part, that's because I was working very hard to complete the film. But my silence was also because I knew that the health care industry -- an industry which makes up more than 15 percent of our GDP -- was not going to like much of what they were going to see in this movie and I thought it best not to upset them any sooner than need be.

Well, going quietly to Cannes, I guess, was not to be. For some strange reason, on May 2nd the Bush administration initiated an action against me over how I obtained some of the content they believe is in my film. As none of them have actually seen the film (or so I hope!), they decided, unlike with "Fahrenheit 9/11," not to wait until the film was out of the gate and too far down the road to begin their attack.

Bush's Treasury Secretary, Henry Paulson, launched an investigation of a trip I took to Cuba to film scenes for the movie. These scenes involve a group of 9/11 rescue workers who are suffering from illnesses obtained from working down at Ground Zero. They have received little or no help with their health care from the government. I do not want to give away what actually happens in the movie because I don't want to spoil it for you (although I'm sure you'll hear much about it after it unspools Saturday). Plus, our lawyers have advised me to say little at this point, as the film goes somewhere far scarier than "Cuba." Rest assured of one thing: no laws were broken. All I've done is violate the modern-day rule of journalism that says, "ask no questions of those in power or your luncheon privileges will be revoked."

This preemptive action taken by the Bush administration on the eve of the "Sicko" premiere in Cannes led our attorneys to fear for the safety of our film, noting that Secretary Paulson may try to claim that the content of the movie was obtained through a violation of the trade embargo that our country has against Cuba and the travel laws that prohibit average citizens of our free country from traveling to Cuba. (The law does not prohibit anyone from exercising their first amendment right of a free press and documentaries are protected works of journalism.)

I was floored when our lawyers told me this. "Are you saying they might actually confiscate our movie?" "Yes," was the answer. "These days, anything is possible. Even if there is just a 20 percent chance the government would seize our movie before Cannes, does anyone want to take that risk?"

Certainly not. So there we were last week, spiriting a duplicate master negative out of the country just so no one from the government would take it from us. (Seriously, I can't believe I just typed those words! Did I mention that I'm an American, and this is America and NO ONE should ever have to say they had to do such a thing?)

I mean, folks, I have just about had it. Investigating ME because I'm trying to help some 9/11 rescue workers our government has abandoned? Once again, up is down and black is white. There are only two people in need of an investigation and a trial, and the desire for this across America is so widespread you don't even need to see the one's smirk or hear the other's sneer to know who I am talking about.

But no, I'm the one who now has to hire lawyers and sneak my documentary out of the country just so people can see a friggin' movie. I mean, it's just a movie! What on earth could I have placed on celluloid that would require such a nonsensical action against me?

Ok. Scratch that.

Well, I'm on my way to Cannes right now, a copy of the movie in my bag. Don't feel too bad for me, I'll be in the south of France for a week! But then it's back to the U.S. for a number of premieres and benefits and then, finally, a chance for all of you to see this film that I have made. Circle June 29th on your calendar because that's when it opens in theaters everywhere across the country and Canada (for the rest of the world, it opens in the fall).

I can't wait for you to see it.

Yours,

Michael Moore

P.S. I will write more about what happens from Cannes. Stay tuned on my website, MichaelMoore.com.

lunedì 14 maggio 2007

Il giorno della famiglia

Anzitutto chiedo scusa se rinuncio alla tanto in voga esterofilia nel nominare l'evento dello scorso 12 maggio.

In verità sono un po' stanco e non ho una gran voglia di commentare. In ufficio hanno acceso l'aria condizionata e non vedo l'ora di andarmene a casa, cercando di evitare (o rimandare) la quasi inevitabile sinusite estiva.

Fortunatamente c'è questo articolo che sintetizza perfettamente il mio pensiero sulla questione.

martedì 8 maggio 2007

Ipocrisie primaverili

A una settimana esatta dal concerto del Primo Maggio credo di poter finalmente fare un commento a freddo sulle sterili polemiche che ne sono seguite, senza correre rischio alcuno di alimentarle o dar loro più importanza di quanto non meritino.

Si è tanto parlato delle battute fatte da Andrea Rivera sul Vaticano e sulla Chiesa Cattolica, dimenticando che, appunto, di battute si trattava, di satira. A quanto pare l'insofferenza della politica e delle lobby (religiose e non) verso questa forma di comicità non è cambiata col governo.

Ho sentito giudizi gravissimi, dall'autoridicolizzante accusa di "terrorismo" lanciata dall'Osservatore Romano al blando "scriteriato" del Presidente del Consiglio, ma quello che nessuno ha evidenziato a sufficienza, neanche i Radicali che subito si sono schierati a difesa di Rivera, è che quanto espresso con quelle battute aveva una caratteristica fondamentale: era tremendamente vero, innegabile.

Sinceramente mi sarei aspettato ben altra indignazione.

E invece no: tutti a correre a dissociarsi, sindacati e organizzatori in testa. Evidentemente siamo di fronte all'ennesima ipocrisia di un paese in cui anche i vetero comunisti ormai votano per i democristiani.

Signori miei, il re è nudo e non è additando il buffone che ha il coraggio di ammetterlo che gli rimetterete i vestiti.

Per l'ennesima volta, vi supplico, recuperiamo uno straccio di laicità.

giovedì 3 maggio 2007

Il vaso si è rotto

Oggi ho ricevuto la seguente e-mail dal supporto di Pandora.

Dear Pandora listener,

Today we have some extremely disappointing news to share with you. Due to international licensing constraints, we are deeply, deeply sorry to say that we must begin proactively preventing access to Pandora's streaming service for most countries outside of the U.S.

It is difficult to convey just how disappointing this is for us. Our vision remains to eventually make Pandora a truly global service, but for the time being, we can no longer continue as we have been. As a small company, the best chance we have of realizing our dream of Pandora all around the world is to grow as the licensing landscape allows.

Based on your email address, we believe you may be listening from a country outside the U.S. If you are in fact listening from the U.S., please disregard this email.

Delivery of Pandora is based on proper licensing from the people who created the music - we have always believed in honoring the guidelines as determined by legislators and regulators, artists and songwriters, and the labels and publishers they work with. In the U.S. there is a federal statute that provides this license for all the music streamed on Pandora. Unfortunately, there is no equivalent license outside the U.S. and there is no global licensing organization to enable us to legitimately offer Pandora around the world. Other than in the U.K., we have not yet been able to make significant progress in our efforts to obtain a sufficient number of international licenses at terms that would enable us to run a viable business. The volume of listening on Pandora makes it a very expensive service to run. Streaming costs are very high, and since our inception, we have been making publishing and performance royalty payments for every song we play.

Until now, we have not been able to tell where a listener is based, relying only on zip code information provided upon registration. We are now able to recognize a listener's country of origin based on the IP address from which they are accessing the service. Consequently, on May 3rd, we will begin blocking access to Pandora to listeners from your country. We are very sad to have to do this, but there is no other alternative.

We will be posting updates on our blog regarding our ongoing effort to launch in other countries, so please stay in touch. We will keep a record of your existing stations and bookmarked artists and songs, so that when we are able to launch in your country, they will be waiting for you. We deeply share your sense of disappointment and greatly appreciate your understanding.

È finita la pacchia.

giovedì 26 aprile 2007

Brevi considerazioni sul traffico

Nelle ultime due settimane, avendo dormito fuori casa a causa dei lavori di cui ben sapete, mi son trovato ad andare al lavoro seguendo un itinerario diverso dal solito, che comprende nella loro interezza viale Corsica, corso XXII Marzo, e corso di Porta Vittoria.

Spesso mi sono trovato ad osservare, dal mezzo pubblico su cui mi trovavo, lo scorrere dei veicoli su queste importanti direttrici del traffico cittadino, osservandone le caratteristiche.

Anzitutto ho notato una grande abbondanza di grandi berline con autista e passeggero dietro, il più delle volte intento a smanettare con un Blackberry. Probabilmente il flusso di "pezzi grossi" è generato dalla vicinanza dell'aeroporto di Linate.

Poi un bel po' di furgoni e furgoncini, per lo più di ditte dell'hinterland milanese. E qui l'origine è con ogni probabilità lo svincolo Forlanini della tangenziale est.

Infine, escludendo moto e motorini vari, quasi tutto il traffico rimanente è costituito da auto con a bordo il solo conducente. Praticamente quattro vetture su cinque hanno un solo occupante. Preoccupante.

Chi sa quanto beneficio si avrebbe se si riuscisse ad introdurre con successo il car pooling...

Secondo me parecchio.

mercoledì 18 aprile 2007

Mangino brioches

Secondo Michela Vittoria Brambilla, ormai quasi ospite fissa della trasmissione di Rai3 "Ballarò", pagare le tasse sarebbe una questione di "solidarietà verso i meno abbienti". Perciò, sempre secondo l'educatissima Presidente dei Giovani Imprenditori di Confcommercio, nonché Presidente dei Circoli della Libertà, nonché pupilla del Cavaliere, nonché Paladina dei Giovani Rampolli di Successo, "finché si chiede il 33% va bene, ma il 45% è decisamente troppo".

Beh, certo, dare "in beneficenza" una sì gran parte dei propri introiti è decisamente eccessivo, anche per il più munifico dei mecenati.

Visto che ci siamo, se di elemosina si tratta, perché non renderla facoltativa?

martedì 10 aprile 2007

Si ricomincia

Dopo la pausa pasquale, conclusa ieri con una gitarella in quel di Desenzano del Garda, oggi riprende la routine lavorativa e con essa riprendono i lavori in casa.

Il nuovo impianto elettrico è collegato e funzionante (sia pur con qualche ritocchino da fare) da più di una settimana, ma ci siamo trasferiti da Efisia prima che potessi effettuare il promesso post alimentato dai nuovi fili.

A questo punto provvederò quando rientreremo in casa, cosa che non credo accadrà troppo rapidamente.

I lavori di idraulica sono terminati e quelli di imbiancatura e verniciatura lo saranno entro la fine della settimana, ma il rientro prevede anche pulizia e risistemazione totali, perciò penso che lo affronteremo nel modo più graduale possibile.

E poi a pensione non si sta affatto male. Ci si sveglia con la colazione pronta e la sera, tornanti dal lavoro, è già tutto pronto per la cena. Per non parlare delle camice che si stirano da sole.

Comincio a capire perché molti trentenni non vogliono andar via di casa.

lunedì 2 aprile 2007

Topolino diventa cattivo

Era ora.

Da buono mi è sempre stato sulle balle, magari da cattivo riesce a starmi simpatico.

venerdì 30 marzo 2007

Lavori in corso (aggiornamento)

A causa di una serie di intoppi di varia natura (di cui i più importanti nella forma di grossi parallelepipedi di cemento armato) ci è voluto più del previsto, ma l'impianto elettrico è quasi finito.

Se tutto va bene domattina si stacca il vecchio impianto e si collega il nuovo, domenica sera si trasloca e lunedì si parte con l'imbiancatura e tutto il resto.

Con ogni probabilità il prossimo post sarà scritto grazie alla corrente elettrica fornita da un terzetto di fili da 2,5 mm nuovi di zecca.

mercoledì 28 marzo 2007

Non è un clone

È anche peggio dell'originale.

Voti strumentali

Nel centrodestra si fa tutto questo gran parlare sul fatto che l'UDC abbia o meno favorito il governo approvando al Senato il rifinanziamento delle missioni all'estero, ma si dimentica (scientemente e con dolo) un punto fondamentale.

La cosa veramente scandalosa di tutta questa faccenda è che fa passare totalmente in secondo piano l'oggetto del voto, a prescindere da come la si pensi a riguardo.

Tutto si riduce a far cadere o meno il Governo e la materia del contendere risulta del tutto ininfluente, trasformando il voto in una farsa strumentale.

Quanto alla questione dei senatori a vita, anche questa è una polemica totalmente faziosa e fasulla. Primo: l'istituto dei senatori a vita è previsto dalla Costituzione ed è risibile che lo si critichi o meno a seconda del voto che questi esprimono; secondo: non è scritto da nessuna parte che una maggioranza debba reggersi unicamente sulle proprie forze e debba sempre votare compatta e bulgara a favore del Governo, a prescindere, ancora una volta, dall'oggetto della discussione.

Tanto più che l'attuale situazione al Senato è frutto di una orribile legge elettorale, confezionata dal centrodestra proprio a questo scopo. Criticarne oggi i frutti con sì tanta veemenza è espressione di un'ipocrisia senza confini.

Il Governo deve avere la maggioranza in Parlamento, non importa da quale parte venga il consenso. Può piacere o meno, ma è così che funziona.

Da ultimo, asserire che questa maggioranza debba essere espressa unicamente da coloro che sono stati eletti è veramente la critica più ridicola di tutte: ad oggi, in Parlamento, di scelto da noi non c'è proprio nessuno.

martedì 27 marzo 2007

Alla faccia della sicurezza

Una serie di incidenti. Uno dopo l'altro. Motociclisti che finiscono a terra per l'asfalto scivoloso. Motivo? La cera lasciata dalle fiaccole utilizzate dai manifestanti che lunedì sera sono scesi in piazza a Milano a favore della sicurezza.

Mi dispiace per i motociclisti che son caduti, ma la cosa ha veramente del tragicomico.

lunedì 26 marzo 2007

Il clone

Dopo fiumi di parole spesi contro la fecondazione in vitro e le manipolazioni genetiche, scopriamo che a capo della CEI è stato messo un clone di Ruini.

Non c'è più religione.

giovedì 15 marzo 2007

Milano, 14 marzo 2007: Andy Timmons Band

Vi avevo raccomandato di andare a vederlo. Non siete potuti venire? In tal caso vi siete persi uno dei più bei concerti degli ultimi tempi, almeno per gli amanti del rock "chitarroso". Io e la dolce metà non potevamo mancare.

Arriviamo sul posto alle nove e le porte sono ancora chiuse. Ad attendere l'apertura non siamo in molti, qualche decina di persone in tutto. È certo che, com'era prevedibile, non si registrerà il tutto esaurito.

Dopo qualche minuto Andy esce dalla porta principale, accolto da un applauso, con la chitarra in spalla e trascinando un trolley. Per un attimo temiamo che debba dirci che il concerto non si fa più, invece sta solo andando a mangiare qualcosa.

Guardandomi intorno scorgo tra la gente un volto noto. È Franco, vecchia conoscenza e un tempo nostro personale spacciatore di musica strumentale. Lo raggiungo e facciamo due chiacchiere, ingannando piacevolmente l'attesa.

Finalmente aprono le porte ed entriamo nel locale. Paghiamo il dovuto (15 euro), ritiriamo il biglietto (nella inusuale forma di un timbro sulla mano, mah...) e siamo nella sala.

Il palco è pronto. In prima fila fanno bella mostra di sé le chitarre Molinelli e l'amplificatore Cicogniani Imperium di Tony De Gruttola, muscoloso chitarrista dell'omonima band di supporto.

Scambiamo qualche altra chiacchiera con Franco e, arrivate le dieci, il concerto inizia. Tony De Gruttola propone un misto di brani originali, tratti dal suo album "03", e cover di chitarristi famosi dalle dita veloci, tra cui Joe Satriani e Greg Howe.

La band è composta da quattro elementi: chitarra, basso, batteria e tastiere. Niente voce, tutto strumentale. Una quarantina di minuti di esibizione in tutto, complessivamente piacevoli, ma viziati da un utilizzo eccessivo di tecnica chitarristica, che a tratti pare inappropriato e poco musicale (quello che solitamente in gergo si definisce "sboronaggio").

Ancora una quindicina di minuti di attesa e alle undici la Andy Timmons Band sale finalmente sul palco. Si tratta di un power trio, con Andy Timmons alla chitarra, Mike Daane al basso e Mitch Marine alla batteria.

[Gear maniac mode on]
Andy ha un setup semplice ed efficace: due testate Mesa Boogie, una Stiletto e una Lonestar, che usa alternativamente grazie ad un GCX Audio Switcher della Voodoo Lab (già Digital Music Corporation) con relativa pedaliera Ground Control Pro, un TC Electronic G-Force per i ritardi e due casse Mesa Boogie Rectifier 4x12 con coni Celestion Vintage 30, più un paio di pedali, tra cui un wah-wah della Dunlop. Imbraccia la sua prima chitarra, una Ibanez AT-100, creata apposta per lui dalla casa giapponese ed oggi sostituita dalla AT-300.
[Gear maniac mode off]

Attaccano il primo pezzo e l'impatto è esplosivo. Il sound è compatto ed incisivo, con la chitarra di Andy che si amalgama perfettamente con le linee di basso di Mike, il tutto supportato dal drumming energico e preciso di Mitch.

La chitarra la fa ovviamente da padrona, ma Andy ha uno stile, pur tecnicamente formidabile, che è lontano anni luce dal tipico shredding tutto note e poco cuore. Al contrario il suo modo di suonare è estremamente espressivo, ritmico e melodico allo stesso tempo. Anche quando si cimenta alla voce, con risultati più che buoni, dimostra di mantenere sempre l'attenzione al brano, alla musica, più che al suo strumento.

Quando suona sembra quasi che ti stia parlando, che ti stia raccontando una storia, una poesia rock. Ogni vibrato è un verso, ogni bending un richiamo, ogni prodezza tecnica semplicemente una licenza poetica.

Durante alcuni dei brani più melodici e trascinanti mi sono anche emozionato, cosa che accade assai raramente quando si assiste ad un concerto e che, quando accade, è una sensazione bellissima.

È meglio che mi fermi qui, prima eccedere con la retorica. La prossima volta che questo favoloso musicista tornerà ad esibirsi dalle nostre parti sarò certamente in prima fila.

E spero anche voi.

mercoledì 14 marzo 2007

Andy Timmons Band a Milano

Stasera al Transilvania Live di via Paravia 59 a Milano, concerto della Andy Timmons Band.

Andateci. Non dico altro.

martedì 13 marzo 2007

Lavori in corso

I lavori sono iniziati da una settimana e la casa è ormai un cantiere a tutti gli effetti.

Tutti i mobili sono stati scostati dai muri e il rumore del trapano e del martello echeggia dalle nove del mattino alle cinque di pomeriggio.

Ci vorranno almeno un'altra decina di giorni prima che l'impianto elettrico sia ultimato. Poi, finalmente, smetterò di sentire la radio ogni volta che accendo un amplificatore.