giovedì 31 agosto 2006

Automunito

Dopo anni di strenua resistenza alla fine ho ceduto.

Da ieri posseggo anch'io un'automobile.

giovedì 24 agosto 2006

Lexicon MPX-G2

È da un po' che evito di scrivere di fuffaglia tecnico-musicale, ma il mio ultimo acquisto rappresenta un'occasione più che valida per ricominciare.


Dopo una settimana di travaglio doganale e relativi balzelli, all'inizio di questo mese ho finalmente ricevuto il frutto dell'ultima asta che mi sono aggiudicato su eBay: uno splendido Lexicon MPX-G2 con relativa pedaliera di controllo dedicata MPX-R1.

Potrei lanciarmi in una dissertazione sui pregi e i difetti di questo processore, ormai fuori produzione, ma si trova già tutto in rete ed oggi sono particolarmente pigro. In particolare c'è questo articolo di Accordo che offre una panoramica piuttosto esaustiva sulle sue caratteristiche.

In questi giorni ho avuto modo di studiarmelo per bene e, dopo averlo provato con la mia testata al posto del fido Intellifex, devo dire che il risultato è veramente ottimo. La qualità dei riverberi è eccezionale, come quella dei ritardi, e il chorus, che pur alcuni reputano troppo "sottile" e poco presente, mi soddisfa molto.

La possibilità di inserire degli effetti anche prima dello stadio di preamplificazione (ossia tra chitarra e amplificatore) e non solo nel loop effetti è particolarmente comoda. Utilizzando gli effetti pre-gain del G2 posso fare a meno della voluminosa valigia pedali che mi sono portato dietro sino ad oggi (contenente buffer/booster, compressore con relativo looper MIDI, wah-wah, accordatore, pedaliera MIDI e alimentarore), gestendo tutto unicamente con la pedaliera dedicata R1 e senza rinunciare ad ampliare le possibilità sonore del mio setup.

I wah-wah del G2, pilotabili grazie al pedale di espressione della pedaliera R1, sono molto belli e credibili e non mi fanno sentire la mancanza del Morley Bad Horsie. Grazie alla possibilità di regolarne l'equalizzazione e la curva di intervento risulano anche molto più flessibili.

Uno dei compressori disponibili sul G2 emula il Boss CS-3, che ho usato sino ad oggi, e lo fa in maniera sufficientemente fedele da non farmi sentire la differenza.

L'accordatore interno, visualizzato sia sul display del G2 che su quello dell'R1, è molto più preciso del Rocktron X-Tune attualmente nella mia pedalboard e non mangia segnale.

La possibilità di programmare il livello del segnale in ingresso all'amplificatore e i numerosi overdrive disponibili (tra cui una buona emulazione del Tube Screamer) consentono di fare a meno anche del booster.

Da ultima, la possibilita di alimentare l'R1 via phantom power scaccia dalla pedalboard anche l'alimentatore.

A questo punto manca solo la prova generale con il gruppo e la mia strumentazione live potrebbe subire un notevole miglioramento qualitativo ed una drastica riduzione quantitativa.

Viste le premesse, sono ottimista.

venerdì 11 agosto 2006

Messaggio dal cellulare

Sono al lago. Stop. Mangiato bene. Burp. Prima pioveva, ora non più. Stop. Tra poco passeggiata in paese. Fico.

mercoledì 9 agosto 2006

Facce nuove

Eletto il nuovo presidente della Lega Calcio. È Antonio Matarrese.

Finalmente hanno deciso di voltare pagina. Di ricominciare.

Dal 1982.

venerdì 21 luglio 2006

Gravità percepita

Dichiara oggi il poco onorevole Gianni De Michelis:

"La situazione in Medio Oriente e soprattutto in Libano diventa ogni giorno più grave (fa piacere che se ne sia accorto anche lui... - N.d.R.). Anche se ad ogni persona intellettualmente onesta risulta chiaro chi abbia svolto il ruolo dell'aggressore (perché mi suona strano sentirlo parlare di onestà? - N.d.R.) e chi dell'aggredito e anche se, come da più parti in questi giorni si è sostenuto, il cosiddetto uso proporzionato della forza in realtà deve essere giudicato in relazione non alle conseguenze che esso provoca (ah no? e in relazione a cosa, di grazia? - N.d.R.), quanto alla gravità della minaccia percepita (ah, certo. giusto. come ho fatto a non pensarci? la gravità della minaccia percepita! della minaccia percepita? della MINACCIA PERCEPITA?!? - N.d.R.). Sotto questo profilo la reazione di Israele risulta comprensibile e difficilmente contestabile.

Certamente. Assolutamente "comprensibile". "Difficilmente contestabile".

Del resto, come si fa a contestare il bombardamento sistematico di obbiettivi civili, il massacro di innocenti, la distruzione delle autostrade per tagliare ogni via di fuga alla popolazione, la devastazione di un paese?

Incontestabile.

A proposito di gravità, ci rendiamo conto di quanto sia grave ciò che afferma costui?

Come la penso io non ho bisogno di scriverlo. L'ha già fatto Lia per me.

martedì 18 luglio 2006

Mi si perdoni la facile battuta...

...ma che Parlamento di merda!

venerdì 14 luglio 2006

Il corpo del mondo

Ho appena finito di leggere questo libro di Massimo Marcotullio, che avevo acquistato due o tre settimane fa alla Libreria del Giallo, in occasione della sua presentazione ad opera dell'autore e di Gianni Biondillo (che non l'aveva letto e l'ha detto).

Come noto non sono un bravo recensore, ma provo lo stesso a buttar giù rapidamente le mie impressioni.

Il libro è scritto molto bene, con uno stile diretto e scorrevole, e la lettura è stata alquanto piacevole, grazie anche alla struttura fatta di molti capitoli brevi che, da bravo lettore serale nonché orizzontale, mi è particolarmente congeniale.

Si tratta di un giallo molto avvincente, ambientato quasi interamente in riva al Po, tra barconi, manovali, discariche, mafiosi, birre in lattina, ex-guerriglieri ed ex-combattenti, costruttori senza scrupoli, ambientalisti, psicopatici e chi più ne ha più ne metta.

Il protagonista, l'investigatore privato Beo Fulminazzi, è dichiaratamente un Philip Marlowe nostrano, giusto un po' più scanzonato ed autoironico, come dichiarata è la volontà dell'autore di fare un parallelo tra il Mississippi e il Po, utilizzando il blues come trait d'union.

La storia non è del tutto verosimile, ma forse è anche questo che la rende particolarmente intrigante e piacevole alla lettura, con quell'atmosfera a metà tra il giallo e il fumetto.

Chi fosse interessato può leggere qui una recensione di Carlo Oliva, sempre che non sia infastidito da qualche esplicito riferimento alla trama qua e là (che io ho cercato accuratamente di evitare).

Buona lettura.

P.S.: credo che al più presto leggerò anche il precedente libro di Marcotullio, avente il medesimo protagonista. Sembra interessante.

lunedì 10 luglio 2006

Non ci credo

Abbiamo vinto i mondiali di calcio!

Li abbiamo vinti contro la Francia!!

Li abbiamo vinti ai rigori!!!
(Chi di spada ferisce...)

Li abbiamo vinti con un capo cannoniere dell'Inter!!!!


Qualcuno mi dia un pizzicotto.

giovedì 6 luglio 2006

Centri di Preavviso Tempestivo

Tra il 19 e 23 luglio prenderanno il via le prime ispezioni nei Cpt, i contri di permanenza temporanea per gli immigrati clandestini. Lo ha deciso, secondo quanto si apprende, la commissione sui Cpt voluta dal ministro dell'Interno Amato e riunita oggi per la prima volta al Viminale, sotto la presidenza di Staffan De Mistura.


Sarò pignolo io, ma certe cose non sarebbe meglio farle senza preavviso?

venerdì 30 giugno 2006

Meglio tardi che mai

A poco più di un mese di distanza, ho finalmente postato il resoconto del concerto in Belgio.

lunedì 26 giugno 2006

Scampato pericolo

Che dire, oggi è certamente una giornata fortunata per l'Italia. L'abbiamo proprio scampata bella.

No. Non sto parlando del mondiale.

venerdì 16 giugno 2006

Clinicamente in vacanza

Il mio soggiorno salentino si protrarrà ancora per qualche giorno, purtroppo non per motivi di piacere.

Dopo una decìna di giorni trascorsi a portarlo in giro per cliniche e
ospedali, ieri mio nonno è stato ricoverato per accertamenti, così rimango qui per dare una mano.

Ad oggi di mare neanche l'ombra e di studiare non se ne parla, in compenso sto mangiando bene (temo panzetta) e il resoconto del Belgio è quasi finito.

Spero che l'odissea ospedaliera si concluda presto e senza esiti spiacevoli.

lunedì 5 giugno 2006

Relax

Mi pare di ricordare che su Blogger si possa postare anche utilizzando la posta elettronica. Se stai leggendo questo messaggio vuol dire che avevo ragione e che mi sono ricordato l'indirizzo e-mail corretto per farlo.
(Non ricordo se in tal modo vengano gestiti correttamente anche i tag HTML o meno. Vedremo.)

Sono in vacanza sul suolo natìo per una paio di settimane, che intendo trascorrere rilassandomi, mangiando bene, studiando, facendo compagnìa ai miei nonnini e, meteo permettendo, andando al mare.

Chi sa che la sera non riesca anche a completare il resoconto della trasferta in Belgio di due settimane fa e a scrivere del successivo weekend a Jesolo.

Ora però mi faccio un pisolo, ché il pranzo della nonna, come al solito, era ben più che abbondante.

Burp.

martedì 30 maggio 2006

Fortuna o sfortuna?

Leggendo notizie come questa mi convinco sempre più che il centro-destra dovrebbe essere felice di aver perso le elezioni.

lunedì 22 maggio 2006

Bière trappiste et musique

Il weekend appena trascorso mi ha regalato un'esperienza nuova ed esaltante: il primo concerto all'estero.

Grazie ai mitici CAP, già compagni di un concerto tenutosi lo scorso febbraio, siamo stati invitati a suonare in Belgio, in occasione di un prog event che ha visto ospiti solo gruppi italiani.

La cosa merita un adeguato resoconto.

Partenza venerdì mattina presto, su comodo e spazioso Ducato 9 posti, noleggiato e caricato a dovere la sera prima. Membri della truppa noi cinque e due dolci metà al seguito, tra cui la mia.

Prima tappa alla dogana di Ponte Chiasso, dove ci incontriamo coi CAP, che sono veramente una reggimento: tredici persone, di cui otto suonanti, a bordo di un furgone e due station wagon.

Sbrigate alcune formalità (vignette per le autostrade svizzere e foglio doganale per la strumentazione) ripartiamo.

Il viaggio fila liscio fin oltre metà Svizzera, quando arriva una telefonata: pare che il concerto sia annullato causa revoca dell'autorizzazione da parte della polizia (!).
Attimi di sconforto/preoccupazione/incazzatura generale, scambio di telefonate con i CAP e conseguente appuntamento per discutere il da farsi in una stazione di servizio in prossimità di Basilea.

Dopo un po' di telefonate con gli organizzatori, riceviamo assicurazione del fatto che il concerto si farà lo stesso, anche se in altro luogo ancora da stabilire. Decidiamo di correre il rischio e ripartiamo.

Maciniamo le poche centinaia di kilometri rimaste, alternandoci in due alla guida e procedendo in carovana. Grazie ad una ricetrasmittente fornitaci dai CAP rimaniamo in contatto per tutto il tempo e la strada scorre più velocemente, accompagnata da goliardate varie e dall'ascolto dei Trans Europa Express del mitico Maurizio Pornoman De Paola.

Giungiamo alla nostra meta poco dopo le nove di sera, giusto in tempo per sistemarci in ostello, scaricare gli strumenti e mangiare un boccone.

L'accoglienza è molto cordiale e il posto è carino. Non ero mai stato in un ostello prima.
Le stanze sono da cinque letti ciascuna e non c'è il bagno in camera, cosa che favorisce parecchio il cameratismo.

Dopo cena, nonostante il cielo plumbeo e il vento freddo, usciamo per fare un giro della città. Dopo una breve passeggiata ci infiliamo in un locale per sorseggiare un po' della famosa birra belga. Chicco dei CAP chiede una birra rossa ed io lo seguo a ruota.

Arrivano le birre e le nostre hanno un aspetto molto invitante: un bel colore rosso ambrato e una corona di schiuma di tutto rispetto. Ma all'assaggio arriva la brutta sorpresa: è dolcissima e sa di amarena. Credo si chiamasse Kriek o qualcosa del genere (magari vuol dire "ciliegia" in fiammingo... chi sa). Da evitare.

C'è da dire che in Belgio la birra costa pochissimo, almeno rispetto a qui da noi, ed è difficile trovare un posto dove una media chiara costi molto più di un paio di euro. Sarà per questo che la sera in giro è pieno di gente sbronza.

Il mattino seguente ci alziamo relativamente di buon ora e veniamo a sapere che il luogo dove si terrà il concerto è stato nel frattempo individuato. Si tratta di un locale in una cittadina a venti chilometri di distanza, a quanto pare non particolarmente capiente.

Mentre gli altri fanno un giro in città, io e due dei CAP andiamo a fare un sopralluogo nel locale in questione, accompagnati da Nicolas, uno degli organizzatori, e dalla sua ragazza.

Dopo una breve sosta a casa di Nicolas, dove veniamo intrattenuti dalla madre e dalla simpatica e abbondante sorella, nonché rifocillati con birra tiepida e noccioline, arriviamo sul posto.

Il palazzo da fuori si presenta come un autosilo o un garage, totalmente costruito in cemento armato a vista e vetrocemento.

Entriamo dall'ingresso di servizio (quello principale non esiste) e ci troviamo in un piccolo disimpegno. Sulla sinistra si apre un corridoio, su cui si affacciano i locali di una radio alla quale collabora anche Nicolas, mentre a destra si accede ad un piccolo pub.

Si tratta di un lungo bancone a "L", costeggiato da una fila di tavoli, sul cui lato corto si apre una saletta che termina su un piccolo palco largo tre metri e profondo quattro, la cui visuale è parzialmente ostruita sul lato destro da una grossa colonna portante.

Da una porta ai lati del palco si accede ad un piccolo magazzino, che sarà adibito a camerino e backstage.

Il soffito è a travi di cemento armato, alte poco più di un paio di metri, e conferma l’effetto garage che si aveva dall'esterno, oltre a rendere sconsigliabile il mettersi a saltare in corrispondenza di una trave.

Superato lo shock iniziale, facciamo un piano che ci consenta di disporre adeguatamente la strumentazione di tutti i gruppi e, a patto di montare le numerose tastiere fuori dal palco (che fortunatamente è alto solo una decina di centimetri), troviamo una soluzione soddisfacente.

Rientriamo in ostello appena in tempo per il pranzo, a base di pasta al formaggio fuso, scotta e appiccicosa, ma fortunatamente accompagnata da una buona birra.

Informiamo tutti degli spazi angusti che ci attendono e delle soluzioni proposte e carichiamo gli strumenti sui furgoni. La partenza di tutta la truppa per il luogo del concerto è prevista per le due del pomeriggio, con una piccola tappa in stazione per recuperare un'amica, giunta dall'Italia apposta per assitere al concerto.

Un SMS mi avvisa che, a causa di un guasto al treno, l'amica non si sa quando arriverà, dunque niente tappa e dritti alla meta. Aiutati gli altri a superare l'impatto con la realtà, cominciamo a scaricare la strumentazione e a disporla sul palco secondo i piani.

Nel frattempo l'amica mi bombarda di SMS aggiornandomi sulle sue disavventure ferroviarie e chidendo lumi sul da farsi (lumi che faccio fatica a fornirle). Alla fine riesce ad arrivare davanti all'ostello e, assieme ad uno degli organizzatori che si sciroppa apposta i venti chilometri andata e ritorno, la vado a recuperare.

Al nostro ritorno raggiungiamo parte della banda che si sta rifocillando in un pub, dove mi sparo una Chimay tappo rosso, mezzo sandwitch (grande più di uno intero dei nostri) e un hot dog (anche questo double size).

Nel frattempo gli altri gruppi hanno quasi finito il loro sound check e noi, che suonando per primi lo facciamo per ultimi, cominciamo a prepararci per il nostro turno.

Il fonico, un simpatico pennellone biondo sui vent'anni, è molto in gamba e il sound check fila liscio in meno di mezz'ora e con ottimi risultati.

L'inizio del concerto è previsto per le 19:30, ma attendiamo una mezz'ora in più per permettere al maggior numero di persone possibile di raggiungere il locale, vista la nuova e imprevista ubicazione.

Gli ultimi minuti prima dell'inizio scorrono accompagnati dalla consueta lieve tensione. Andiamo a cambiarci e attendiamo che uno degli organizzatori inizi la presentazione. In mezzo a una serie di frasi in francese di cui afferro ben poco, sento il nostro nome. Usciamo. Si parte.

Attacchiamo il primo pezzo e subito sento qualche cosa che non va: il basso è fuori, sta sbagliando tutto. La cosa per fortuna dura poco e, ripensandoci, non era poi così macroscopica e il pubblico magari manco se n'è accorto.

È il primo ed ultimo incidente dell'esibizione. I pezzi scorrono uno dietro l'altro e, grazie al calore del pubblico, grinta e adrenalina crescono a dismisura. Diamo tutti un'ottima prova, a cominciare dal nostro frontman scatenato, a tratti quasi istrionico, che coinvolge i presenti con le sue acrobazie.

Non avevo mai suonato davanti ad un pubblico così e mai avrei pensato che la prima volta sarebbe stata all'estero. Ballano, saltano, cantano i pezzi, ti danno veramente tanto. In una parola: partecipano.
Niente a che vedere con l'abituale pubblico nostrano, solitamente annoiato e preoccupato solo della birra che ha davanti e dell'ultimo risultato della squadra dal cuore.

Dopo la nostra esibizione il concerto prosegue con le altre band in cartellone. Altre tre ore e più di musica, che gli amici belgi si gustano senza dare alcun segno di cedimento (forse perché sorretti da qualche ettolitro di birra).

Noi passiamo il tempo tra il palco e il banchetto all'ingresso, dove sono in vendita i nostri CD e i nostri gadgets. Ci vengono rivolti parecchi complimenti e ci capita anche di firmare qualche autografo.

Il frontman si riempie di birra e offre qualche estemporaneo spettacolino extra. Ma non è l'unico sbronzo. Un appassionato di prog che scrive anche su una nota fanzine locale si ferma a chiacchierare con me; mi dice che gli siamo piaciuti molto, che gli piacerebbe molto averci nuovamente ospiti delle loro iniziative, infine mi versa maldestramente una birra addosso e, dopo le scuse di rito, corre a prendersene un'altra.

Al termine della serata siamo tutti felici, soddisfatti e più o meno brilli. Facciamo le foto di rito e ci apprestiamo a smontare l'armamentario per caricarlo nuovamente sui furgoni.

Al nostro arrivo in ostello siamo tutti decisamente cotti. Fortunatamente possiamo evitare di scaricare nuovamente i furgoni, che verranno lasciati per la notte in un cortile chiuso a chiave, e filiamo nelle nostre stanze per il meritato riposo.

L'indomani mattina sveglia relativamente presto. Il tempo di una rapida colazione e di fare gli zaini e ci apprestiamo a partire.

Il viaggio di ritorno è molto più tranquillo di quello d'andata e trascorre all'insegna di un torpore che è un misto di stanchezza e soddisfazione, nella consapevolezza che quanto ci stiamo lasciando alle spalle è una delle più belle tappe di un ben più grande viaggio in musica.

Grazie amici belgi.

lunedì 15 maggio 2006

Oggi invecchio

Non che durante gli altri giorni dell'anno non lo faccia, ma questo è quello in cui cambia la cifra sul contatore.

Chi volesse aiutarmi a dimenticare potrà trovarmi qui a partire dalle 19.

giovedì 11 maggio 2006

La prima volta in acustico

Ieri sera abbiamo tenuto il nostro primo concerto acustico (o unplugged, come va tanto di moda dire grazie a MTV).

Teatro dell'evento un teatro: il Teatro Coccia di Novara (chiedo scusa per il colpo di teatro). O meglio, il Piccolo Coccia, che poi altro non è che una sala adiacente il teatro stesso, con una cinquantina di posti a sedere.

Il successo di pubblico è stato notevole in termini qualitativi (hanno apprezzato molto), un po' meno in temini quantitativi (c'era poco più di una decina di persone).

Alcuni pezzi ci sono venuti talmente bene che pensiamo di proporli, magari come bis, anche durante i concerti elettrici.

Soddisfazione tanta, guadagno buono, forse ripeteremo presto un'esperienza simile.

martedì 2 maggio 2006

Teleorrori

Dicono che i giornalisti stanno ammazzando l'Italiano? Ebbene, hanno ragione.

Per esempio qualcuno dovrebbe ricordare a Bruno Vespa e ai suoi collaboratori quante "L" ci sono in accelerare.


È proprio vero che la televisione è cattiva maestra. Non si può nemmeno fare un innocente zapping durante il concerto del primo maggio che ci si trova di fronte a certi orrori.

E non mi riferisco solo all'ortografia.

giovedì 27 aprile 2006

Divorzini

Lamberto Sposini lascia Mediaset, un divorzio annunciato dalle ripetute voci di conflitti con il direttore Carlo Rossella durante la campagna elettorale.
[...]
La prima delle incertezze, è su chi ricoprirà il ruolo di vicario: i vicedirettori rimasti al Tg5 [...] sono due, Rondoni e Pamparana, e sembrerebbe che sarà proprio quest'ultimo a ricoprire quel ruolo.

Ecco, sì. Pamparana come galoppino di Rossella ce lo vedo proprio bene.

E meno male che l'informazione è in mano alla sinistra...

mercoledì 19 aprile 2006

Qualche commento a freddo

Ora che è passata una settimana dal voto, anche se il carosello non è ancora finito, posso fare qualche commento a freddo.

Anzitutto vale la pena ricordare quanto queste siano state le elezioni dei paradossi e quanto entrambe le parti si siano coperte e si stiano coprendo di ridicolo.

D'Alema comincia ad esultare ai primi exit-poll, salvo poi doversi estremamente ridimensionare man mano che l'esito dello spoglio si fa più incerto.

Prodi invita a una grande festa di piazza il lunedì sera, senza aspettare il giorno successivo, come avrebbe voluto il buon senso, e si trova costretto ad aspettare fino alle tre di notte, per stappare una bottiglia di moscato con quattro sostenitori rincoglioniti e assonnati.

L'unico politico che saggiamente si rifiuta di fare commenti prima dei risultati definitivi è Matteo Salvini della Lega Nord (e questo è senza dubbio il paradosso più grande).

Il centrosinistra critica fortemente (e giustamente) la legge elettorale porcata voluta dal centrodestra, e poi vince anche grazie a quella.

Il firmatario della suddetta legge contesta il risultato sulla base di una norma fantasma della legge stessa, dimostrando di non averla riletta, di non averla scritta, di essere pesantemente in malafede o, ancora una volta, di non brillare per acume (ma il discreto seguito avuto dalla sua obbiezione dimostra che, in tal caso, sarebbe in nutrita compagnìa).

Il centrodestra perde anche a causa del voto degli italiani all'estero, fortemente voluto da Tremaglia, che non trova di meglio che definirlo irregolare e chiedere di ripeterlo.

Berlusconi propone una grande coalizione con quelli che fino a qualche giorno prima definiva bollitori di bambini e coglioni, senza per questo smettere di accusarli di brogli e riconoscere finalmente la sconfitta.

Il centrodestra continua a sottolineare come abbia preso più voti nelle regioni più produttive, senza che nessuno nel centrosinistra gli ricordi che il voto di ciascun italiano ha lo stesso peso, a prescindere da quanto "produce".

Il centrosinistra accusa il centrodestra di non saper perdere, ma nel frattempo fa di tutto per dimostrare di non saper vincere.

Sicuramente ho dimenticato qualcosa, ma il campionario mi sembra già sufficientemente esaustivo.

Ora manca solo la Moratti sindaco di Milano e questo avrà assunto definitivamente tutte le caratteristiche dell'anno di merda.