venerdì 30 giugno 2006

Meglio tardi che mai

A poco più di un mese di distanza, ho finalmente postato il resoconto del concerto in Belgio.

lunedì 26 giugno 2006

Scampato pericolo

Che dire, oggi è certamente una giornata fortunata per l'Italia. L'abbiamo proprio scampata bella.

No. Non sto parlando del mondiale.

venerdì 16 giugno 2006

Clinicamente in vacanza

Il mio soggiorno salentino si protrarrà ancora per qualche giorno, purtroppo non per motivi di piacere.

Dopo una decìna di giorni trascorsi a portarlo in giro per cliniche e
ospedali, ieri mio nonno è stato ricoverato per accertamenti, così rimango qui per dare una mano.

Ad oggi di mare neanche l'ombra e di studiare non se ne parla, in compenso sto mangiando bene (temo panzetta) e il resoconto del Belgio è quasi finito.

Spero che l'odissea ospedaliera si concluda presto e senza esiti spiacevoli.

lunedì 5 giugno 2006

Relax

Mi pare di ricordare che su Blogger si possa postare anche utilizzando la posta elettronica. Se stai leggendo questo messaggio vuol dire che avevo ragione e che mi sono ricordato l'indirizzo e-mail corretto per farlo.
(Non ricordo se in tal modo vengano gestiti correttamente anche i tag HTML o meno. Vedremo.)

Sono in vacanza sul suolo natìo per una paio di settimane, che intendo trascorrere rilassandomi, mangiando bene, studiando, facendo compagnìa ai miei nonnini e, meteo permettendo, andando al mare.

Chi sa che la sera non riesca anche a completare il resoconto della trasferta in Belgio di due settimane fa e a scrivere del successivo weekend a Jesolo.

Ora però mi faccio un pisolo, ché il pranzo della nonna, come al solito, era ben più che abbondante.

Burp.

martedì 30 maggio 2006

Fortuna o sfortuna?

Leggendo notizie come questa mi convinco sempre più che il centro-destra dovrebbe essere felice di aver perso le elezioni.

lunedì 22 maggio 2006

Bière trappiste et musique

Il weekend appena trascorso mi ha regalato un'esperienza nuova ed esaltante: il primo concerto all'estero.

Grazie ai mitici CAP, già compagni di un concerto tenutosi lo scorso febbraio, siamo stati invitati a suonare in Belgio, in occasione di un prog event che ha visto ospiti solo gruppi italiani.

La cosa merita un adeguato resoconto.

Partenza venerdì mattina presto, su comodo e spazioso Ducato 9 posti, noleggiato e caricato a dovere la sera prima. Membri della truppa noi cinque e due dolci metà al seguito, tra cui la mia.

Prima tappa alla dogana di Ponte Chiasso, dove ci incontriamo coi CAP, che sono veramente una reggimento: tredici persone, di cui otto suonanti, a bordo di un furgone e due station wagon.

Sbrigate alcune formalità (vignette per le autostrade svizzere e foglio doganale per la strumentazione) ripartiamo.

Il viaggio fila liscio fin oltre metà Svizzera, quando arriva una telefonata: pare che il concerto sia annullato causa revoca dell'autorizzazione da parte della polizia (!).
Attimi di sconforto/preoccupazione/incazzatura generale, scambio di telefonate con i CAP e conseguente appuntamento per discutere il da farsi in una stazione di servizio in prossimità di Basilea.

Dopo un po' di telefonate con gli organizzatori, riceviamo assicurazione del fatto che il concerto si farà lo stesso, anche se in altro luogo ancora da stabilire. Decidiamo di correre il rischio e ripartiamo.

Maciniamo le poche centinaia di kilometri rimaste, alternandoci in due alla guida e procedendo in carovana. Grazie ad una ricetrasmittente fornitaci dai CAP rimaniamo in contatto per tutto il tempo e la strada scorre più velocemente, accompagnata da goliardate varie e dall'ascolto dei Trans Europa Express del mitico Maurizio Pornoman De Paola.

Giungiamo alla nostra meta poco dopo le nove di sera, giusto in tempo per sistemarci in ostello, scaricare gli strumenti e mangiare un boccone.

L'accoglienza è molto cordiale e il posto è carino. Non ero mai stato in un ostello prima.
Le stanze sono da cinque letti ciascuna e non c'è il bagno in camera, cosa che favorisce parecchio il cameratismo.

Dopo cena, nonostante il cielo plumbeo e il vento freddo, usciamo per fare un giro della città. Dopo una breve passeggiata ci infiliamo in un locale per sorseggiare un po' della famosa birra belga. Chicco dei CAP chiede una birra rossa ed io lo seguo a ruota.

Arrivano le birre e le nostre hanno un aspetto molto invitante: un bel colore rosso ambrato e una corona di schiuma di tutto rispetto. Ma all'assaggio arriva la brutta sorpresa: è dolcissima e sa di amarena. Credo si chiamasse Kriek o qualcosa del genere (magari vuol dire "ciliegia" in fiammingo... chi sa). Da evitare.

C'è da dire che in Belgio la birra costa pochissimo, almeno rispetto a qui da noi, ed è difficile trovare un posto dove una media chiara costi molto più di un paio di euro. Sarà per questo che la sera in giro è pieno di gente sbronza.

Il mattino seguente ci alziamo relativamente di buon ora e veniamo a sapere che il luogo dove si terrà il concerto è stato nel frattempo individuato. Si tratta di un locale in una cittadina a venti chilometri di distanza, a quanto pare non particolarmente capiente.

Mentre gli altri fanno un giro in città, io e due dei CAP andiamo a fare un sopralluogo nel locale in questione, accompagnati da Nicolas, uno degli organizzatori, e dalla sua ragazza.

Dopo una breve sosta a casa di Nicolas, dove veniamo intrattenuti dalla madre e dalla simpatica e abbondante sorella, nonché rifocillati con birra tiepida e noccioline, arriviamo sul posto.

Il palazzo da fuori si presenta come un autosilo o un garage, totalmente costruito in cemento armato a vista e vetrocemento.

Entriamo dall'ingresso di servizio (quello principale non esiste) e ci troviamo in un piccolo disimpegno. Sulla sinistra si apre un corridoio, su cui si affacciano i locali di una radio alla quale collabora anche Nicolas, mentre a destra si accede ad un piccolo pub.

Si tratta di un lungo bancone a "L", costeggiato da una fila di tavoli, sul cui lato corto si apre una saletta che termina su un piccolo palco largo tre metri e profondo quattro, la cui visuale è parzialmente ostruita sul lato destro da una grossa colonna portante.

Da una porta ai lati del palco si accede ad un piccolo magazzino, che sarà adibito a camerino e backstage.

Il soffito è a travi di cemento armato, alte poco più di un paio di metri, e conferma l’effetto garage che si aveva dall'esterno, oltre a rendere sconsigliabile il mettersi a saltare in corrispondenza di una trave.

Superato lo shock iniziale, facciamo un piano che ci consenta di disporre adeguatamente la strumentazione di tutti i gruppi e, a patto di montare le numerose tastiere fuori dal palco (che fortunatamente è alto solo una decina di centimetri), troviamo una soluzione soddisfacente.

Rientriamo in ostello appena in tempo per il pranzo, a base di pasta al formaggio fuso, scotta e appiccicosa, ma fortunatamente accompagnata da una buona birra.

Informiamo tutti degli spazi angusti che ci attendono e delle soluzioni proposte e carichiamo gli strumenti sui furgoni. La partenza di tutta la truppa per il luogo del concerto è prevista per le due del pomeriggio, con una piccola tappa in stazione per recuperare un'amica, giunta dall'Italia apposta per assitere al concerto.

Un SMS mi avvisa che, a causa di un guasto al treno, l'amica non si sa quando arriverà, dunque niente tappa e dritti alla meta. Aiutati gli altri a superare l'impatto con la realtà, cominciamo a scaricare la strumentazione e a disporla sul palco secondo i piani.

Nel frattempo l'amica mi bombarda di SMS aggiornandomi sulle sue disavventure ferroviarie e chidendo lumi sul da farsi (lumi che faccio fatica a fornirle). Alla fine riesce ad arrivare davanti all'ostello e, assieme ad uno degli organizzatori che si sciroppa apposta i venti chilometri andata e ritorno, la vado a recuperare.

Al nostro ritorno raggiungiamo parte della banda che si sta rifocillando in un pub, dove mi sparo una Chimay tappo rosso, mezzo sandwitch (grande più di uno intero dei nostri) e un hot dog (anche questo double size).

Nel frattempo gli altri gruppi hanno quasi finito il loro sound check e noi, che suonando per primi lo facciamo per ultimi, cominciamo a prepararci per il nostro turno.

Il fonico, un simpatico pennellone biondo sui vent'anni, è molto in gamba e il sound check fila liscio in meno di mezz'ora e con ottimi risultati.

L'inizio del concerto è previsto per le 19:30, ma attendiamo una mezz'ora in più per permettere al maggior numero di persone possibile di raggiungere il locale, vista la nuova e imprevista ubicazione.

Gli ultimi minuti prima dell'inizio scorrono accompagnati dalla consueta lieve tensione. Andiamo a cambiarci e attendiamo che uno degli organizzatori inizi la presentazione. In mezzo a una serie di frasi in francese di cui afferro ben poco, sento il nostro nome. Usciamo. Si parte.

Attacchiamo il primo pezzo e subito sento qualche cosa che non va: il basso è fuori, sta sbagliando tutto. La cosa per fortuna dura poco e, ripensandoci, non era poi così macroscopica e il pubblico magari manco se n'è accorto.

È il primo ed ultimo incidente dell'esibizione. I pezzi scorrono uno dietro l'altro e, grazie al calore del pubblico, grinta e adrenalina crescono a dismisura. Diamo tutti un'ottima prova, a cominciare dal nostro frontman scatenato, a tratti quasi istrionico, che coinvolge i presenti con le sue acrobazie.

Non avevo mai suonato davanti ad un pubblico così e mai avrei pensato che la prima volta sarebbe stata all'estero. Ballano, saltano, cantano i pezzi, ti danno veramente tanto. In una parola: partecipano.
Niente a che vedere con l'abituale pubblico nostrano, solitamente annoiato e preoccupato solo della birra che ha davanti e dell'ultimo risultato della squadra dal cuore.

Dopo la nostra esibizione il concerto prosegue con le altre band in cartellone. Altre tre ore e più di musica, che gli amici belgi si gustano senza dare alcun segno di cedimento (forse perché sorretti da qualche ettolitro di birra).

Noi passiamo il tempo tra il palco e il banchetto all'ingresso, dove sono in vendita i nostri CD e i nostri gadgets. Ci vengono rivolti parecchi complimenti e ci capita anche di firmare qualche autografo.

Il frontman si riempie di birra e offre qualche estemporaneo spettacolino extra. Ma non è l'unico sbronzo. Un appassionato di prog che scrive anche su una nota fanzine locale si ferma a chiacchierare con me; mi dice che gli siamo piaciuti molto, che gli piacerebbe molto averci nuovamente ospiti delle loro iniziative, infine mi versa maldestramente una birra addosso e, dopo le scuse di rito, corre a prendersene un'altra.

Al termine della serata siamo tutti felici, soddisfatti e più o meno brilli. Facciamo le foto di rito e ci apprestiamo a smontare l'armamentario per caricarlo nuovamente sui furgoni.

Al nostro arrivo in ostello siamo tutti decisamente cotti. Fortunatamente possiamo evitare di scaricare nuovamente i furgoni, che verranno lasciati per la notte in un cortile chiuso a chiave, e filiamo nelle nostre stanze per il meritato riposo.

L'indomani mattina sveglia relativamente presto. Il tempo di una rapida colazione e di fare gli zaini e ci apprestiamo a partire.

Il viaggio di ritorno è molto più tranquillo di quello d'andata e trascorre all'insegna di un torpore che è un misto di stanchezza e soddisfazione, nella consapevolezza che quanto ci stiamo lasciando alle spalle è una delle più belle tappe di un ben più grande viaggio in musica.

Grazie amici belgi.

lunedì 15 maggio 2006

Oggi invecchio

Non che durante gli altri giorni dell'anno non lo faccia, ma questo è quello in cui cambia la cifra sul contatore.

Chi volesse aiutarmi a dimenticare potrà trovarmi qui a partire dalle 19.

giovedì 11 maggio 2006

La prima volta in acustico

Ieri sera abbiamo tenuto il nostro primo concerto acustico (o unplugged, come va tanto di moda dire grazie a MTV).

Teatro dell'evento un teatro: il Teatro Coccia di Novara (chiedo scusa per il colpo di teatro). O meglio, il Piccolo Coccia, che poi altro non è che una sala adiacente il teatro stesso, con una cinquantina di posti a sedere.

Il successo di pubblico è stato notevole in termini qualitativi (hanno apprezzato molto), un po' meno in temini quantitativi (c'era poco più di una decina di persone).

Alcuni pezzi ci sono venuti talmente bene che pensiamo di proporli, magari come bis, anche durante i concerti elettrici.

Soddisfazione tanta, guadagno buono, forse ripeteremo presto un'esperienza simile.

martedì 2 maggio 2006

Teleorrori

Dicono che i giornalisti stanno ammazzando l'Italiano? Ebbene, hanno ragione.

Per esempio qualcuno dovrebbe ricordare a Bruno Vespa e ai suoi collaboratori quante "L" ci sono in accelerare.


È proprio vero che la televisione è cattiva maestra. Non si può nemmeno fare un innocente zapping durante il concerto del primo maggio che ci si trova di fronte a certi orrori.

E non mi riferisco solo all'ortografia.

giovedì 27 aprile 2006

Divorzini

Lamberto Sposini lascia Mediaset, un divorzio annunciato dalle ripetute voci di conflitti con il direttore Carlo Rossella durante la campagna elettorale.
[...]
La prima delle incertezze, è su chi ricoprirà il ruolo di vicario: i vicedirettori rimasti al Tg5 [...] sono due, Rondoni e Pamparana, e sembrerebbe che sarà proprio quest'ultimo a ricoprire quel ruolo.

Ecco, sì. Pamparana come galoppino di Rossella ce lo vedo proprio bene.

E meno male che l'informazione è in mano alla sinistra...

mercoledì 19 aprile 2006

Qualche commento a freddo

Ora che è passata una settimana dal voto, anche se il carosello non è ancora finito, posso fare qualche commento a freddo.

Anzitutto vale la pena ricordare quanto queste siano state le elezioni dei paradossi e quanto entrambe le parti si siano coperte e si stiano coprendo di ridicolo.

D'Alema comincia ad esultare ai primi exit-poll, salvo poi doversi estremamente ridimensionare man mano che l'esito dello spoglio si fa più incerto.

Prodi invita a una grande festa di piazza il lunedì sera, senza aspettare il giorno successivo, come avrebbe voluto il buon senso, e si trova costretto ad aspettare fino alle tre di notte, per stappare una bottiglia di moscato con quattro sostenitori rincoglioniti e assonnati.

L'unico politico che saggiamente si rifiuta di fare commenti prima dei risultati definitivi è Matteo Salvini della Lega Nord (e questo è senza dubbio il paradosso più grande).

Il centrosinistra critica fortemente (e giustamente) la legge elettorale porcata voluta dal centrodestra, e poi vince anche grazie a quella.

Il firmatario della suddetta legge contesta il risultato sulla base di una norma fantasma della legge stessa, dimostrando di non averla riletta, di non averla scritta, di essere pesantemente in malafede o, ancora una volta, di non brillare per acume (ma il discreto seguito avuto dalla sua obbiezione dimostra che, in tal caso, sarebbe in nutrita compagnìa).

Il centrodestra perde anche a causa del voto degli italiani all'estero, fortemente voluto da Tremaglia, che non trova di meglio che definirlo irregolare e chiedere di ripeterlo.

Berlusconi propone una grande coalizione con quelli che fino a qualche giorno prima definiva bollitori di bambini e coglioni, senza per questo smettere di accusarli di brogli e riconoscere finalmente la sconfitta.

Il centrodestra continua a sottolineare come abbia preso più voti nelle regioni più produttive, senza che nessuno nel centrosinistra gli ricordi che il voto di ciascun italiano ha lo stesso peso, a prescindere da quanto "produce".

Il centrosinistra accusa il centrodestra di non saper perdere, ma nel frattempo fa di tutto per dimostrare di non saper vincere.

Sicuramente ho dimenticato qualcosa, ma il campionario mi sembra già sufficientemente esaustivo.

Ora manca solo la Moratti sindaco di Milano e questo avrà assunto definitivamente tutte le caratteristiche dell'anno di merda.

giovedì 13 aprile 2006

Chiamatemi Kowalski - Il Ritorno

Sono tutto intasato. Sarà raffreddore? Sarà allergia? Boh. Fatto sta che non ho la forza di raccontare nulla.

Dico solo che lo spettacolo mi è piaciuto molto, che ero in prima fila e che l'ho visto a scrocco.

Andateci coglioni! (cit.) Merita.

martedì 11 aprile 2006

Solo due parole

Che casino.

mercoledì 5 aprile 2006

Il mio miglior nemico

Visto stasera.

Tutto sommato una commedia simpatica e gradevole.

Muccino è in parte, anche se non convince al cento per cento. Verdone decisamente più a suo agio nel ruolo che interpreta, più o meno il solito, quello del mediocre, pavido e servile, ma in fondo sensibile e capace di sentimenti sinceri, pesantemente mutuato da Alberto Sordi.

Poco oltre la metà il film cambia completamente registro, quasi trasformandosi da commedia brillante a commedia sentimentale.

Consigliato per un mercoledì sera.

lunedì 3 aprile 2006

Il caimano

Visto sabato sera.

Non sono bravo quanto Vanamonde a scrivere recensioni, dunque eviterò di farlo e aspetterò pazientemente la sua.

Dico solo che il film non mi ha convinto. Se dovessi sintetizzare le mie impressioni con un aggettivo penso sceglierei "inconcludente".

Le storie narrate, quella del protagonista e quella del film che sta girando, rimangono quasi impermeabili l'una all'altra, come corressero su binari paralleli, e nessuna delle due trova un degno compimento.

Fatti salvi questi (importanti) difetti, il film non risulta comunque noioso, come alcuni mi avevano paventato.

giovedì 30 marzo 2006

In time you will call me Master

Leggo quanto segue su Slashdot:

"In a recent Fortune interview with Steve Ballmer, the newer kinder Microsoft CEO is not only ready to take on the videogaming, search, music download and mobile markets - but he's also laying down the law in his own house. Steve says that his kids are not allowed to use Google or have an iPod."

In sostanza il CEO di Microsoft non vuole che i suoi figli usino i prodotti della concorrenza.

Come spesso accade su Slashdot, non è tanto la notizia in sé ad essere degna di nota, quanto i commenti, tra i quali si trovano cose molto, molto divertenti.

Come questa.

lunedì 27 marzo 2006

S.p.Acqua

Notte bianca

Questa volta ci sono andato, dopo cena, con la dolce metà e una coppia di amici.

Ce la siamo fatta a piedi sia all'andata che al ritorno e, complice la bella serata, non ci è pesato affatto.

Abbiamo costeggiato l'arena e intravisto le luci di Piazza Castello, dalla quale proveniva un inconfondibile tunz-tunz che ci ha tenuti a debita distanza.

Passando da via Mercato e via Ponte Vetero abbiamo notato il palchetto montato in Piazza del Carmine, con musica dal vivo e pubblico danzante.

Poi su per via del Lauro, via Boito, via Verdi, fino in Piazza della Scala.

In centro c'era veramente una marea di gente. Abbiamo attraversato la galleria senza troppi problemi, ma arrivati in prossimità di Piazza Duomo l'affollamento era tale da rendere materialmente impossibile entrarvi. A tratti scattavano addirittura piccole scene di panico collettivo, con spintoni e gente letteralmente trascinata via.

Così siamo tornati indietro e abbiamo fatto il giro largo, sbucando alle spalle del Duomo e risparmiandoci l'orchite fulminante che Grignani ci avrebbe certamente provocato.

Il giro è proseguito verso Piazza Fontana, dove ci siamo fermati davanti alle targhe in memoria di Pinelli, quella storica, recentemente rimessa al suo posto, e quella revisionista, come qualcuno ha chiosato con un pennarello rosso, ed abbiamo scambiato quattro chiacchiere su come si possa accidentalmente volare dalla finestra durante un interrogatorio.

Poi San Babila, Corso Matteotti, Piazza Meda, Piazza Belgioioso, via Romagnosi, via Monte di Pietà e via Brera, dove abbiamo rinunciato a prendere una birra all'O'Connels, traboccante di gente.

Alla fine siamo risbucati in Piazza del Carmine e ci siamo fermati ad ascoltare il gruppo che stava suonando: i Metropolis di Brescia, ovvero una infaticabile e attrezzatissima cover band che è andata avanti a suonare medley anni '80, '90, disco party, chipiùnehapiùnemetta, per più di un'ora e mezza, quasi senza pause (e non so da quanto avessero inizato), tanto da farci dubitare della natura umana dei suoi componenti (secondo me erano tutti androidi).

Prima che gli umanoidi avessero finito di suonare (e secondo me sono andati avanti fino alle otto del mattino), siamo stati presi da un discreto appetito accompagnato da una moderata sete e ci siamo nuovamente incamminati in Brera, alla ricerca di qualcosa da mettere sotto i denti. Il nostro bisogno è stato di lì a poco soddisfatto da un più che soddisfacente panzerotto al forno e da una bibita in lattina, ottenuti al modico prezzo di un quarto d'ora di fila, più cinque euro.

A furia di girovagare e complice l'ora legale, si sono fatte le quattro del mattino ed abbiamo deciso che forse era il caso di farsi una dormitina, così ci siamo diretti verso casa, dove siamo arrivati verso le quattro e mezza.

Il tempo di salutare gli amici e, stanchi ma soddisfatti, ci siamo fiondati a letto, dal quale siamo riemersi solo all'ora di pranzo.

Nel complesso mi è sembrata una bella iniziativa, anche se forse sarebbe riuscita meglio tra un paio di mesi, ed ha avuto il grosso pregio di farmi dimenticare, almeno per una sera, quanto poco sopporti Milano ultimamente.

lunedì 20 marzo 2006

Pedali nella notte


My pedal board
Originally uploaded by Soloist.
Ieri mi sono finalmente deciso a completare il cablaggio della mia pedal board.

Saldatore alla mano, ho preparato tutti i cavi necessari, compreso un vecchio cavetto MIDI giacente da anni in un cassetto con alcuni contatti dissaldati e che si è rivelato perfetto per connettere la OP128 al MIDILoop (odio saldare i cavi MIDI).

Velcro e biadesivo per fissare i pedali, un po' di prove per trovare la disposizione migliore ed il gioco è fatto.

Ho finito quasi alle quattro del mattino, ma ne è valsa la pena. Il risultato, oltre ad essere pulito e funzionale, lascia spazio e prese di alimentazione sufficienti per un altro paio di pedali a valle del wah, qualora volessi fare qualche esperimento.

Non vedo l'ora di fare un bel road test.

giovedì 16 marzo 2006

Voi dove siete?

Oggi ho ricevuto via mail un link ad un sito molto interessante.

Il sito in oggetto offre la possibilità di calcolare la propria distanza dai principali partiti che si candidano alle prossime elezioni politiche, esprimendo vari gradi di consenso su una serie di importanti temi di attualità.

I temi proposti sono venticinque e su alcuni di essi è disponibile un breve approfondimento, che ne sintetizza le caratteristiche principali.

Al termine del questionario vengono visualizzati un grafico ed una tabella che rappresentano graficamente i risultati, oltre ad un link che si può copiare ed incolare sul proprio sito o blog (cosa che ho appena fatto) onde mostrarli agli altri.

Oltre ad essere carino e ben fatto, potrebbe rappresentare un modo divertente di chiarire le idee a chi ancora non sapesse "dove sta".