mercoledì 10 ottobre 2007

Tubature

Questa settimana sto avendo parecchi problemi con le tubature.

Prima con le tubature del gas, a causa di un lavoro malfatto dall'idraulico, a seguito del quale ce l'hanno chiuso, il gas, e dobbiamo farle rifare, le tubature.

Poi con le mie tubature, quelle di scarico, messe fuori uso da un virus bastardissimo, che da sabato mi obbliga a vivere in simbiosi con il water e a nutrirmi di analgesici.

Ci risentiamo quando finisco la scatola di antibiotici.

giovedì 4 ottobre 2007

Free Burma!


Free Burma!

venerdì 21 settembre 2007

Errare humanum est, perseverare autem diabolicum

Non ci credo, è successo di nuovo.

E dire che si dovrebbe imparare dagli errori passati, specie quando sono così eclatanti.

Ma quando impareranno?

giovedì 20 settembre 2007

Il buono e il cattivo esempio

A proposito delle recenti contestazioni, prontamente etichettate da stampa e politici, con intento più esorcistico che descrittivo, come "antipolitica", quel concentrato di verve del nostro Presidente del Consiglio dei (molti) Ministri ha dichiarato che la società italiana non è meglio della sua classe politica.

In sintesi: non vi lamentate, avete quello che vi meritate.

Ora, a prescindere dalla veridicità dell'affermazione (a mio avviso incontestabile, come dimostra, esempio a caso, l'allucinate diffusione dell'evasione fiscale), un'esponente della classe (o "casta", come viene più propriamente chiamata ultimamente) politica non può e non deve permettersi di proferirla.

Non sono lì solo per rappresentare, per governare, ma dovrebbero anche e soprattutto dare il buon esempio. (Ok, potete smettere di ridere. Per quanto d'obbligo, ho pur sempre usato il condizionale.)

Fare apertamente un'ammissione di questo tipo, da parte di una figura istituzionale così importante, non significa semplicemente aver preso atto del problema, bensì aver implicitamente rinunciato, non dico alla sua soluzione, quanto ad un pur minimo tentativo di cambiamento in positivo.

E questo è un cattivo esempio, se non il peggiore.

mercoledì 5 settembre 2007

Biondillite reprise

Da un mesetto a questa parte, poco prima di partire per le ferie, sono riuscito a riprendere un attività che amo particolarmente e che, ultimamente, avevo ingiustamente trascurato, preso com'ero da beghe di ogni genere: leggere.

Il tomo che ha avuto il merito della rottura del ghiaccio non poteva che essere l'ultimo lavoro dello scrittore del quale, tra le mura domestiche, non sono né l'unico né il maggiore estimatore: Gianni Biondillo.

"Il giovane sbirro" è un insieme di racconti aventi nuovamente come protagonista Michele Ferraro e, come si può desumere dal titolo, ne narra i primi anni in polizia, dall'apprendistato alla prima indagine a fianco dell'ispettore Lanza, dalla nascita della propria famiglia alla sua, inevitabile, distruzione.

Essendo un lettore intermittente (o "da comodino", come ho scritto nel mio profilo su Anobii), la formula del racconto mi è sempre stata particolarmente congeniale: mi consente di aprire e chiudere il libro di frequente, senza dover necessariamente lasciare qualcosa in sospeso.

Pur avendo preferito i romanzi precedenti, ho trovato questi racconti estremamente piacevoli e avvincenti e in questi giorni di vacanza raramente me ne sono separato. Certo, come mi aveva fatto notare il buon Vanamonde, in alcuni casi le idee sono sviluppate in modo forse un po' frettoloso, concludendo rapidamente trame che avrebbero meritato uno sviluppo un po' più approfondito. Ma si tratta di un peccato veniale.

Credo che la formula del romanzo sia semplicemente più congeniale all'autore, oltre che più adatta al suo stile, ma quest'ultimo appare evidente in tutta la sua freschezza e godibilità anche in questa forma narrativa più breve, ottenendo comunque l'effetto di tenere il lettore incollato alle pagine.

Il racconto che ho preferito è il più lungo, inframmezzato agli altri come un collante. In assoluto quello che più mi ha fatto stringere i pugni e scalpitare per la rabbia. Leggetelo e capirete perché.

lunedì 3 settembre 2007

Istruzioni per il culto

"La Chiesa anglicana lancia un libro «Preghiere sul lavoro» che prevede invocazioni specifiche per ogni tipo di attività."

"Nel testo spicca la preghiera del pendolare, per trovare la calma sul treno.

"Una delle più incisive ha il titolo onomatopeico «Brrring, brrring» (due squilli del telefono): «Padre, mentre parlo con questa persona, concedimi un’orecchio gentile e una lingua garbata». La preghiera è corta perché andrebbe recitata prima di alzare la cornetta."

"E per chi fosse confuso c’è anche una sezione in cui viene insegnato come si prega in modo corretto (dalla posizione delle mani in poi)."


Cos'è? La risposta dell'Anglicanesimo al "Buddy Christ"?

giovedì 30 agosto 2007

Sono sbronzo

E felice.

martedì 28 agosto 2007

Back in business

Ormai sono rientrato da quasi una settimana e mi sono, purtroppo, già riabituato ai soliti ritmi cittadini.

A letto tardi, sveglia presto, in piedi mezz'ora dopo, in ufficio in ritardo, la pausa pranzo, l'abbiocco, un po' di recupero per salvare la faccia, a casa un po' prima di cena, un po' di musica, un po' di chitarra, la cena, un po' di musica, un po' di chitarra, il piccì, a letto tardi, sveglia presto, ...

Fortuna che tra poco più di una settimana parto di nuovo.

venerdì 17 agosto 2007

Goodbye Taormina

Il nostro soggiorno a Taormina (a Sant'Alessio Siculo, per la precisione) sta per volgere al termine.

L'albergo è splendido e sicuramente, domani, un po' ci dispiacerà lasciarlo.

Ci mancherà la splendida vista, le super-piscine, la mega-colazione, la stanza accogliente, la tavolata sul mare (con accesso diretto, scavato nella roccia e con tanto di ascensore, degno di un film di James Bond) e le spiagge dei dintorni.

Presto, al nostro ritorno, qui in basso a destra compariranno un po' di foto.

I nostri compagni di relax hanno contribuito a rendere questa settimana veramente speciale.

Ma non è ancora finita. Domani Siracusa.

giovedì 9 agosto 2007

Finalmente vacanze

Finalmente vacanze.

Partiti stamattina in aereo alla volta di Catania, dove siamo arrivati
a metà mattinata.

Il tempo di aspettare un'ora il pullman che passa ogni venti minuti e
siamo arrivati al nostro albergo, in buona posizione centrale.

Il tempo di ricondizionarsi un po' e via per un giretto in città.

Per il pranzo ci siamo fermati in un bar tavola calda all'inizio di
via Etnea, dove abbiamo mangiato arancini, pesce spada, polpo ed altre
squisitezze (debitamente annaffiate da birra fresca), fino a riempirci
la panza.

Ora, dopo un adeguato riposino, usciamo a farci un altro bel giretto.

Domani Taormina.

(Post scritto grazie alla connessione wireless dell'albergo e al mio
splendido palmare)

lunedì 30 luglio 2007

Degna conclusione di indegna vicenda

Alla fine il bronzeo Gustavo Selva, forse stanco per le critiche provenienti dal suo partito, seguite al ritiro delle sue dimissioni, ha fatto ancora una volta la scelta giusta, all'insegna del confronto aperto e dell'assunzione di responsabilità.

Ha traslocato in Forza Italia (dove comportamenti come il suo, oltre che non censurati, evidentemente sono addirittura apprezzati).

Chiunque nutrisse ancora dei dubbi sulla natura posteriore della faccia di costui può ritenerli definitivamente fugati.

venerdì 27 luglio 2007

Il test del cellulare perso

Singolare test dell'onestà nelle città del mondo, sulla base del numero di telefonini smarriti restituiti al proprietario.

Milano si piazza discretamente, con due terzi dei cellulari oggetto del test restituiti: venti su trenta. Pensavo peggio.

Che abbia inconsapevolmente contribuito a quel venti?

giovedì 26 luglio 2007

Follia persecutoria

Ennesimo caso giudiziario riguardante la scuola. In estrema sintesi, questa volta la colpa degli insegnanti (perché sempre loro è la colpa) sarebbe di non essersi accorti che il deficiente di turno molestava una ragazzina, da loro redarguita perché forse troppo poco vestita.

La novità è che questa volta, quanto ad accuse, hanno veramente sbancato: violenza sessuale. Tiè, così impari a fare l'educatore con uno stipendio da fame.

A me questa storia sembra l'ennesima ritorsione delle famiglie, che scaricano sulla scuola la responsabilità dei loro fallimenti, con la magistratura che gli dà corda.

Il caro paparino di turno forse dovrebbe preoccuparsi un po' di più di come manda, non dico in giro, ma almeno a scuola sua figlia, invece di meravigliarsi se poi un bullo brufoloso con gli ormoni in subbuglio si fa attizzare dalla mercanzia, dando la colpa ai professori, che non fanno pattugliamento antipalpeggio.

Si vedono continuamente ragazzine di scuola media andare in giro (s)vestite come delle battone. E non credo che si cambino tutte sull'autobus.

Occorre recuperare il senso della misura e ridare alla scuola il suo compito primario: quello di luogo di istruzione e formazione, e non di rimedio all'incapacità di mamma e papà.

Se questo commento dovesse apparire particolarmente duro e schierato è perché lo è.

venerdì 20 luglio 2007

Musician Jokes

Q: Did you hear about the time the bass player locked his keys in his car?
A: It took over an hour to get the drummer out.

Q: How many singers does it take to change a light bulb?
A: Just one. He grabs the bulb and the world revolves around him.

Q: What's the definition of a half step?
A: Two fretless bassists playing in unison.

Q: What is the difference between a Blues musician and a Jazz musician??
A: A Blues musician plays 3 chords in front of 1000 people. A Jazz musician plays 1000 chords in front of 3 people.

Q: How do you get a guitarist to shut up?
A: Put sheet music in front of him!

mercoledì 18 luglio 2007

Quando la faccia non conta

Gustavo Selva ha ritirato le sue dimissioni da Senatore della Repubblica.

E non si è limitato a questo, ma non ha perso l'occasione, in un delirio autoassolutorio, per lanciarsi in un turbine di giustificazioni sul filo del ridicolo, durato più di mezz'ora e costellato da maldestri tentativi di voltaggio della frittata.

"I cittadini mi invitano a restare". Veramente gli unici inviti che ho sentito erano di tutt'altro indirizzo.

Rivolto ai Senatori: "lo faccio per rispetto vostro". Rispetto? Almeno il buon gusto di evitare le prese per i fondelli.

E qui dà il meglio: "se voi mi assolvete potrebbe sembrare la casta che si autodifende". Certo, molto meglio sottrarsi direttamente al giudizio, dunque.

E poi giù con scuse al limite del patetico: "ho cercato per 30 minuti [...] di far arrivare un taxi", "quelle concitate telefonate mi provocarono delle fibrillazioni cardiache". Come se dal raggiungimento di quello studio televisivo dipendesse la salvezza del genere umano.

A dir poco ridicolo il parallelo tra l'ambulanza di cui avrebbe indebitamente approfittato e quella che trasportò Mussolini, tratto in arresto il 25 luglio del 1943 (forse Vittorio Emanuele III voleva farlo trasportare negli studi della radio?).

Ma il vero motivo del ritiro delle dimissioni viene fuori nell'ultimo commento: "un voto in meno del centrodestra al Senato è un giorno in più per il governo Prodi". In sostanza, si può ben sacrificare la propria faccia (ammesso che ancora se ne possegga una) alla logica di partito.

Non so come giudicate voi un simile comportamento. A me viene in mente una sola parola: comincia per "p" e finisce per un sinonimo di "deretano".

martedì 17 luglio 2007

Bibliomanie

Incuriosito da una segnalazione di UbiMario, ho cominciato anche io a costruire la mia biblioteca virtuale.

Molto probabilmente mi stancherò prima di lui, ma nel frattempo qualcuno dei libri che ho in casa farà capolino nell'apposita nuova sezione, qui in basso a destra.

Chi sa se il buon Vanamonde si farà contagiare. Sicuramente in mezzo alla sua sterminata biblioteca personale si celano molte piacevoli sorprese.

lunedì 16 luglio 2007

Non scrivo più

È più di un mese che non passo da queste parti. Qualcuno degli aficionados più pazienti e perseveranti l'avrà notato.

Non saprei dire come mai. Mancanza di ispirazione? Forse. Nulla da dire? No, direi di no. Pigrizia? Sempre. Rimbecillimento? Probabile (stamattina mi son pure fatto fregare la tessera dal Bancomat).

Verranno tempi migliori. Intanto approfitto di questo post inutile per rompere il silenzio.

giovedì 14 giugno 2007

Finte ritorsioni per finti sgarri

Sensazionale! Il Vaticano taglia i fondi ad Amnesty International in quanto, a suo dire, l'organizzazione non governativa avrebbe assunto posizioni abortiste.

Il taglio è drastico e consiste nella cancellazione della totalità delle elargizioni a favore dell'associazione umanitaria.

Dunque... vediamo.... quanto fa il 100% di zero?

Va bene essere reazionari e medievalisti, ma sarebbe il caso di evitare di coprirsi di ridicolo.

mercoledì 6 giugno 2007

Gods of Metal 2007 (seconda parte)

Blind Guardian

Non sono un profondo conoscitore di questa band power metal tedesca, ma l'unico loro album che posseggo, Nightfall in Middle-Earth (ispirato al Silmarillion di J.R.R. Tolkien), non mi era dispiaciuto affatto.
Le uniche critiche che potrei fargli sono la qualità non proprio eccelsa del cantante, Hansi Kürsch, e la tendenza alla pallosità dopo un ascolto prolungato.

Blind GuardianDirei che entrambi i punti deboli sono stati confermati dalla loro esibizione live: Kürsch sugli acuti proprio non si può ascoltare (sembra che lo stiano strozzando) e i pezzi, per quanto gradevoli e ben suonati, dopo i primi trenta minuti cominciano a stufare.
Nel complesso è stato uno spettacolo comunque più che gradevole. Mi è piaciuto particolarmente il modo di suonare del chitarrista solista, André Olbrich, lontano dai funambolismi a cui ci hanno abituati certi smanettoni contemporanei, ma sempre preciso ed efficace. Un bel fraseggio senza inutili tecnicismi.

Terminato anche questo concerto, comincia l'attesa per uno dei main act della giornata.

Dream Theater

Che i Dream Theater fossero uno dei gruppi più attesi si sapeva, ma sinceramente non mi sarei aspettato una tale folla. Molta gente era venuta apposta per loro, pare, e a pochi minuti dall'inizio lo spazio antistante il palco si era talmente riempito da rendere assai difficile muoversi.

Il concerto inizia con l'intro, registrata, di Pull Me Under e subito parte l'ovazione del pubblico. La band attacca con l'ingresso della chitarra distorta ed esegue l'intero brano con la consueta maestria. Pubblico in delirio. Il vocalist James LaBrie ringrazia ed annuncia che, per celebrare l'imminente quindicesimo anniversario del loro album più famoso ed acclamato, Images and Words, lo eseguiranno per intero. Scatta l'euforia collettiva.
Io stesso devo dire di aver accolto la notizia con notevole entusiasmo. Adoro quell'album ed alcuni dei brani che lo compongono non li avevo mai sentiti dal vivo.

Dream TheaterSi prosegue dunque con Another Day, Take the Time, Surrounded (riarrangiata inserendo un estratto da Sugar Mice dei Marillion), Metropolis Pt. 1: The Miracle and the Sleeper, Under a Glass Moon, Wait for Sleep, e Learning to Live, come da track list dell'album.
Come bis, per non scontentare gli appassionati del metallo più pesante, Home (tratta dall'album Metropolis Pt. 2: Scenes from a Memory) e As I Am (tratta da Train of Thought).

Nel complesso un'ottima prova, con un LaBrie abbastanza in forma, che non sfigura alle prese con brani di difficile esecuzione (che per un certo periodo gli avevano creato non pochi problemi dal vivo) ed un Myung forse un po' stanco (qualche errorino da parte sua, cosa piuttosto rara), ma dal gran suono.
Portnoy ha tirato qualche stecca, ma nel complesso si è comportato bene (però, per pietà, non fatelo cantare più! vi prego!), evitando di peccare eccessivamente di overplaying, e Rudess, che non amo particolarmente, è riuscito a non rovinare i pezzi con i soliti suonacci da fantascienza e i suoi inutili frullati di tasti.
Petrucci di un altro pianeta, come al solito, tra l'altro fotografatissimo e filmatissimo dai giovani appassionati delle sei corde presenti.

Un concerto da ricordare.

Heaven and Hell

Alcuni credo non lo sapessero (io stesso l'ho capito dopo aver deciso di andare al concerto), ma gli Heaven and Hell altro non sono che la seconda incarnazione dei Black Sabbath, quella degli album Heaven and Hell (appunto), The Mob Rules e Dehumanizer, con Tony Iommi alla chitarra, Geezer Butler al basso, Vinny Appice alla batteria (subentrato a Bill Ward dopo la registrazione di Heaven and Hell) ed il mitico Ronnie James Dio alla voce.

La preparazione della scenografia è stata laboriosa ed ha richiesto un po' più della mezz'ora prevista. Atmosfera abbastanza cimiteriale, con le casse di basso e chitarra, rispettivamente sulla sinistra e sulla destra del palco, collocate dietro puntuti cancelletti di metallo, un fondale in stile antico maniero e tre schermi sospesi, sui quali proiettare immagini, che a me sembravano rappresentare altrettante finestre dell'edificio retrostante, ma in cui altri hanno identificato delle lapidi.
Di certo di grande effetto.

Heaven & HellI quattro si sono dimostrati in grande forma, presentando unicamente brani tratti dai suddetti tre album ed offrendo uno spettacolo di notevole effetto, sia dal punto di vista sonoro che visivo.
Iommi roccioso come sempre e in questa occasione particolarmente preciso ed efficace. Appice potente ed energico, sia nei brani che nel lungo assolo di batteria centrale.
Butler compassato ma sempre presente a sostenere i pilastri ritmici della band.
Ma il vero protagonista è stato lui: Ronnie James Dio. Questo intramontabile sessantaseienne ha dimostrato di avere ancora energia da vendere, non solo dal punto di vista vocale, ed una statura sempre ben superiore a quella fisica. Non una stecca, non una sbavatura, ha accompagnato il pubblico attraverso l'intera esibizione con quel suo fare da gentleman del metal, al tempo stesso autorevole e cortese.

Una grande esibizione che, assieme alla precedente, bastava a giustificare il prezzo del biglietto. Certamente una degna conclusione per una bella maratona musicale.

lunedì 4 giugno 2007

Gods of Metal 2007 (prima parte)

Ieri mi sono uno tolto uno sfizio. Ho fatto qualcosa che non avevo mai fatto, neanche ai tempi del liceo. Sono andato ad un festival metal.

La seconda giornata del Gods of Metal 2007, all'Idroscalo di Milano, era troppo ghiotta per resistere alla tentazione.
Sono anche riuscito a convincere la dolce metà a venire con me (non è che abbia dovuto faticare in verità).
La scaletta della giornata era la seguente:

10.30 - 11.00   SINESTESIA
11.30 - 12.00 DGM
12.30 - 13.05 ANATHEMA
13.30 - 14.20 SYMPHONY X
14.45 - 15.35 DARK TRANQUILLITY
16.00 - 17.00 DIMMU BORGIR
17.30 - 18.50 BLIND GUARDIAN
19.20 - 20.50 DREAM THEATER
21.30 - 23.30 HEAVEN & HELL

Tralasciando i gruppi del mattino, abbiamo deciso di organizzarci per essere sul posto entro le 13:30, attrezzati per un pranzo al sacco.
Usciamo poco dopo mezzogiorno e mezzo e, dopo una breve sosta al supermercato per l'acquisto di pane e companatico, partiamo alla volta dell'Idroscalo.
Parcheggiamo nel primo posto utile (tristemente a pagamento, ma custodito) e costeggiamo a piedi l'Idroscalo fino all'ingresso dell'IdroPark, in prossimità del quale si tiene il festival.
Versiamo l'obolo alle casse (55 euro a cranio) e siamo dentro.

Le piogge del giorno prima hanno lasciato il segno e la quasi totalità dello spazio ospitante la manifestazione consiste in una palude fangosa, costellata di pozzanghere.
Cercando di non affondare nelle sabbie mobili, ci facciamo largo fino alla zona prospicente il palco principale, che è a dir poco enorme.
Il tempo di trovare un fazzoletto di fango un po' più solido e la musica (ri)comincia.

Symphony X

È solo per questo gruppo che ho deciso di muovermi presto, altrimenti sarei arrivato con comodo a metà pomeriggio, perciò avevo delle discrete aspettative.
Deluse.
Questo quintetto dedito al progressive metal ultratecnico, capeggiato dal chitarrista Michael Romeo e dal frontman Russel Allen, è stato fortemente penalizzato da un lavoro dei fonici a dir poco pietoso.
Symphony XL'acustica era pessima: suono di chitarra abominevole, totalmente "inscatolato", sbilanciato sulle basse ed inutilmente alto (e qui nessuno mi leva dalla testa che parte della colpa sia da imputare all'amplificazione digitale in emulazione che il buon Michael si ostina ad utilizzare), voce troppo "dietro" rispetto al mix, tastiere inudibili, basso eccessivamente saturo, batteria appena passabile.
Un vero disastro. Si percepiva un unico rimbombo di frequenze basse e anche i pezzi a me noti erano a malapena riconoscibili.
La band ha anche presentato un paio di brani tratti dal loro nuovo lavoro, Paradise Lost, di imminente uscita, sui quali non posso fare commenti, vista la situazione di ascolto proibitiva.
Un inizio decisamente non buono.

Finito lo strazio andiamo in cerca di un posticino dove sederci per mangiare i panini. Alla destra del palco principale c'è un altro piccolo palco, dove band minori si esibiscono nella mezz'ora di pausa tra un concerto e l'altro. Nulla di ascoltabile sembra provenire da quella parte, dunque ci avviamo verso uno spiazzo asfaltato poco distante e, trovata una seduta di fortuna in prossimità della recinzione, consumiamo dell'ottimo pane farcito di Emmentaler (qualcuno mi spieghi perché non si chiama più Emmental e se ci vuole o meno la "H") e prosciutto crudo.

Nel frattempo comincia a suonare il gruppo successivo.

Dark Tranquillity

Non conoscevo i Dark Tranquillity e, quando hanno iniziato a suonare, non mi sono subito avvicinato al palco. Dopo un paio di pezzi devo dire che mi hanno incuriosito, cosicché ho riguadagnato la mia posizione. Musicalmente non mi sono dispiaciuti affatto, anche se non amo quel modo di cantare (credo sia definito growl).
Dark TranquillityQuesta band death metal svedese di sei elementi tiene il palco egregiamente, con chitarre taglienti e precise, stemperate da piacevoli tessuti melodici di tastiere.
La resa acustica, decisamente buona, ha fugato ogni dubbio sulla bontà dell'impianto, confermando l'incapacità dei fonici con la band precedente.

Dimmu Borgir

Sui Dimmu Borgir non posso dire molto, dato che abbiamo passato la quasi totalità della loro esibizione all'esterno dell'area della manifestazione, passeggiando sul vialetto dell'IdroPark e abbioccandoci brevemente su una panchina.
Dimmu BorgirL'unico commento che posso fare è che sono veramente cattivi, molto cattivi, troppo cattivi, almeno per i miei gusti, a cominciare dall'aspetto. Facce coperte di cerone, trucco satanico, sguardo feroce e cantante con voce demoniaca (anche quando parla tra un pezzo e l'altro).
Probabilmente è proprio il black metal che non fa per me e questa band norvegese è uno degli esponenti di punta di questo genere.

Trascorsa un'altra mezz'ora di pausa, della quale approfittiamo per riposare le chiappe, ci prepariamo per un altro dei gruppi per me interessanti.

Continua...