martedì 28 febbraio 2006

Fantastica promozione

Simpatici quelli di eBay.

Per i giorni dal 2 al 31 marzo hanno lanciato una fantastica promozione per chi mette in vendita libri e musica a prezzo fisso.

A fronte di una normale tariffa di inserzione variabile da €0,10 a €2,50, si accontentano di un fisso di €0,05. Generosi.

Ma la chicca sta nella commissione sul valore finale, ossia la percentuale dovuta a eBay a fronte di una vendita. Mentre la normale commissione sarebbe conteggiata ad aliquote decrescenti, da un massimo del 4,5% ad un minimo dell'1,5%, per tutta la durata della promozione l'aliquota è fissa. Splendido.

Peccato che sia fissa all'8%.

Vale a dire che, a fronte di un risparmio massimo di €2,45 sulla tariffa di inserzione, si paga una commissione sul valore finale che arriva a superare il doppio di quella normale.

Qualche esempio potrà aiutare a chiarire:


In conclusione, per prezzi di vendita fino a €10 la promozione fa risparmiare qualche centesimo, mentre per prezzi di vendita superiori a €10 si trasforma in una fregatura.

L'unico vantaggio sta nel fatto che, se l'oggetto non viene venduto, si perdono solo €0,05.

Non c'è che dire, eBay deve avere un ufficio marketing e promozioni molto creativo.

lunedì 27 febbraio 2006

Una lunga giornata in musica

Venerdì ferie.

All'alba di un concerto importante è sempre meglio essere riposati, così ho dormito fino a metà mattinata. La rimanente metà è stata proficuamente impiegata nella sistemazione dell'attrezzatura, nel rituale cambio corde alla fida Zion e nella preparazione delle valigie:

  • Cassa Engl 1x12 (con dentro un Celestion Vintage 30)

  • Valigia portapedali (con dentro wah-wah, pedaliera midi e alimentatore)

  • Custodia rigida (con dentro la Zion)

  • Flight case (con dentro il Pod Pro, indispensabile talismano contro le rotture dell'amplificazione)

  • Valigetta (con dentro cavi e attrezzi)

Recuperata la macchina e azzannato al volo un toast farcito, via alla volta della saletta, dove incontrare mezza band e la dolce metà ubimariomobilemunita e caricare tastiere, batteria e il resto della mia attrezzatura:
  • Testata Engl (con dentro le valvole)

  • Rack (con dentro l'Intellifex, l'accordatore e lo switcher)

  • Custodie rigide (con dentro la Hamer e la Peavey)

Lungo tragitto, prima nel traffico cittadino, complice anche la tappa per recuperare un'altra dolce metà, poi in quello extracittadino.

Come sempre quando abbiamo un concerto, piove.

Arriviamo a destinazione oltre le sei del pomeriggio. Metà dell'altro gruppo è già sul posto e ci dà una mano a scaricare. Comincia il tedio del montaggio.

Il palco è abbastanza grande da ospitarci comododamente tutti e cinque. Un po' meno per l'altro gruppo, che è di otto elementi.

Il sound check l'abbiamo fatto per primi, suonando per ultimi, ed è andato abbastanza liscio. Nonostante le spie scoreggione e povere di bassi, l'acustica sul palco è risultata più che discreta, cosa veramente rara.

Finito il check tutti a tavola per un cena veloce offerta dal locale, a base di affettati, formaggi, risotto e insalata. Non male.

L'altro gruppo ha iniziato alle 22:30, quando nel locale c'era ancora poca gente. Non che nel corso del concerto si sia riempito particolarmente, ma quando è arrivato il nostro turno qualche decìna di persone c'era.

Un po' di tensione iniziale, come sempre, e si comincia. La scaletta scorre senza particolari intoppi. Un po' di fatica sulla suite, dove ho fatto un po' di casino e ho dovuto improvvisare qualche cosa (molto meglio di Oneta dove avevo ciccato il tema - NdA). Nel complesso una buona prova da parte di tutti.

Alla fine siamo rimasti decisamente soddisfatti. In molti ci hanno fatto i complimenti e, cosa che mi ha fatto particolarmente piacere, il mio suono è piaciuto parecchio. Finalmente ho un setup che mi soddisfa (anche se non smette di evolversi).

Il tutto è stato registrato su 24 tracce in digitale (grazie al mitico Maurizio) e si potrebbe anche decidere di farne un bootleg.

Dopo aver salutato gli amici, abbiamo smontato con molta calma, dilungandoci in chiacchiere e dando fondo alle birre che c'erano in camerino.
Caricate le macchine, affrontata la tangenziale, scaricato in saletta, siamo arrivati a casa verso le cinque del mattino, stanchi, ma contenti.

Una lunga giornata in musica. Una bella esperienza, con l'ulteriore pregio di aver creato un sodalizio musicale che in maggio proporremo addirittura in Belgio.

venerdì 17 febbraio 2006

Grazie Stef

Ieri sera sono andato con Michele ad assistere ad un clinic (li chiamano così, bah) di Stef Burns, noto al pubblico italiano per essere da diversi anni chitarrista di Vasco Rossi.

Premetto che non sono un fan di Vasco e che di Vasco ieri sera si è parlato relativamente poco.

Tra l'altro, per chi non lo sapesse, Stef è anche l'attuale chitarrista di Huey Lewis and the News e in passato ha suonato con gente del calibro di Alice Cooper (in Hey Stoopid! e The Last Temptation) e Prince.

L'incontro (chiamarlo clinic proprio non mi piace) era gratuito per gli iscritti all'associazione Backline, che fa capo al noto negozio milanese di strumenti musicali Lucky Music e organizza diversi eventi di questo tipo durante l'anno.

Stef, del quale prima di ieri sapevo veramente poco, si è rivelato persona estremamente brillante, simpatica e disponibile, con uno spiccatto senso dell'umorismo. Non a caso lui stesso si definisce ironicamente un frustrated comedian.

Ha eseguito diversi brani, suonando su delle basi tratte dai suoi due lavori solisti, Swamp Tea (1999) e Bayshore Road (2005), quest'ultimo realizzato assieme al chitarrista fingerstyle Peppino D'Agostino per la Favored Nations, l'etichetta fondata da Steve Vai.

Tra un brano e l'altro si è intrattenuto con i presenti, circa 150 persone, rispondendo a domande, ponendosene da solo quando nessuno gliene faceva e a volte interrogando egli stesso il pubblico. Un vero istrione.

Le sue risposte sono sempre state molto divertenti e ironiche, rendendo l'immagine di uno che non ama prendersi troppo sul serio. Qualcuno ad esempio gli ha chiesto che tipo di esercizi fa per tenersi in allenamento e con che frequenza. Ha risposto che non ne fa, non più. Si limita a provare quando c'è qualcosa da provare, come quando suo figlio gli chiede "Dad! Dad! Play me that Green Day song!" e lui gliela suona ad orecchio (come ha fatto sul momento anche per noi). Infine ha commentato "ma forse avrei dovuto dire bugia... Tutti i giorni! Tre ore!".

Stef parla un più che discreto italiano, con uno spiccato accento californiano (è nato ad Oakland) che lo rende ancor più simpatico.

Verso la fine, stuzzicato dalla richiesta di uno spettatore, si è anche cimentato nel canto, eseguendo alcuni brani accompagnato unicamente dalla sua chitarra. Tra essi Power of Soul e Little Wing di Jimi Hendrix e Solitary Man di Neil Diamond, quest'ultima preceduta, nell'ilarità generale, dalla sua versione italiana resa famosa nel 1966 da Gianni Morandi: Se Perdo Anche Te.

Al termine della serata, quando tutti facevano la fila per scambiare due chiacchiere, farsi una foto con lui o chiedere un autografo, l'ho avvicinato anch'io e l'ho ringraziato, cogliendo l'occasione per regalargli una copia del nostro CD. Chi sa che non lo ascolti...

Riassumendo in poche parole: bei momenti in musica, non solo suonata.

Grazie Stef.

martedì 14 febbraio 2006

Parigi


Notre Dame
Originally uploaded by Soloist.
Di nuovo qui. Di nuovo per due giorni.

Città splendida. Al confronto Milano sembra ancor più grigia.

Milano rantola. Parigi vive, pulsa, colora.

In realtà non ho idea di come sia viverci, magari non è poi così diverso, ma tornarci di tanto in tanto, sia pure per lavoro, in fondo è sempre piacevole.
Ancor più se in compagnìa.

Senza dubbio preferisco essere mandato qui che a Londra.

Domani sarà un'altra giornata di lavoro, poi di nuovo a casa, a tarda sera.
Sarò stanco, senza dubbio, ma solo nel corpo.

Au revoir.

giovedì 9 febbraio 2006

A carnevale il condom non vale

"Il governo brasiliano distribuirà gratuitamente 25 milioni di preservativi durante il carnevale" per "arginare la diffusione del virus dell'Aids."

Lodevolissima iniziativa, a mio avviso.

Tuttavia "la chiesa romana denuncia che il programma di distribuzione gratuita dei preservativi incoraggia un comportamento sessuale disinvolto".

Come dire che regalare pannolini incoraggia a cagarsi addosso.

Inoltre "è contrario alle indicazioni redatte dal papato sulla contraccezione."

Indicazioni che tutti conosciamo ed apprezziamo per il loro realismo, la loro attualità e modernità.

Il massimo che si può sperare di ottenere da costoro è la depeccatizzazione dell'onanismo. Ma anche su quello non sarei troppo ottimista...

venerdì 3 febbraio 2006

Prevenire è meglio che curare

...recitava un vecchio spot di un dentifricio.

Ma dato che qui si parla di un po' più di qualche carie, perchè non fare una visita di controllo?

I centri di prevenzione sono in tutta Italia e chiedono solo un minimo di 15 euro di contributo (ma se gli date di più mica si offendono, anzi) per una visita, comprensivo dell'associazione annuale.

Oggi ho fatto un controllo cute-nei (con ben tre anni di ritardo), ma si possono fare tanti altri tipi di visite ed esami: cavo orale, pap-test, mammografia, ecc.

Proteggete la vostra salute e dategli una mano a proteggere quella degli altri.

(Però.... forse dovevo fare il pubblicitario.)

mercoledì 1 febbraio 2006

Yoga

Non faccio attività fisica di alcun tipo da parecchio e, se si esclude la breve parentesi dell'Aikido, provato un paio d'anni fa grazie a Lorenz, per arrivare all'ultima volta che ho fatto dello sport in maniera apprezzabile bisogna risalire ai tempi del liceo.

Il mio lavoro mi tiene inchiodato ad una scrivania, davanti a tastiera e monitor, per buona parte della giornata, cinque giorni a settimana. Per di più ho un carattere abbastanza nervosetto (per usare un eufemismo), che certo non mi aiuta a rimanere rilassato.

Come risultato ultimemente sono diventato un fascio di nervi. Pieno di tensioni e contratture, non solo a livello fisico.

Come se non bastasse, il mio hobby principale mi porta ad assumere posture abbastanza forzate e asimmetriche, finendo per essere un forte distensivo per la mente, ma un altrettanto evidente causa di irrigidimento per il corpo.

È chiaro che urge fare qualcosa, se non voglio ridurmi a un rottame.

Complice la necessità della dolce metà di fare qualcosa per i suoi atavici incriccamenti e su consiglio del suo osteopata, abbiamo deciso di provare con lo Yoga.

Ci siamo informati su quali centri ci siano nei dintorni di casa dove poterlo praticare e ne abbiamo individuati un paio, curiosamente a pochi metri l'uno dall'altro. Lunedì della settimana scorsa abbiamo fatto la lezione di prova in uno dei due, ieri sera nell'altro.

La prima impressione in entrambi i casi è stata molto favorevole. Anzi, posso dire senza timore di esagerazione che sia stata una vera scoperta. Illuminante.

Ho trovato lo Yoga al tempo stesso rilassante per la mente e tonificante per il corpo. Ti aiuta a portarti oltre i limiti autoimposti tramite la vita sedentaria, lo stress, le preoccupazioni, e lo fa in maniera gentile e graduale, senza forzature, con grande attenzione alla respirazione, suo strumento fondamentale.

Chiaramente queste sono solo le impressioni di uno per il quale fino a qualche giorno fa la parola Yoga era poco più dell'insieme di quattro lettere. Dietro c'è tutto un mondo da esplorare (per esempio ho scoperto di aver praticato una particolare tipologia di Yoga, tra le tante esistenti, denominata Hatha Yoga), impregnato di cultura e filosofia induista.

Tuttavia, senza necessariamente inoltrarsi in tutto ciò, è sufficiente provare. Lo consiglio vivamente. Potrebbe rivelarsi una piacevolissima sorpresa.

Tornando a noi, l'impatto è stato talmente positivo che ci siamo iscritti direttamente per tre mesi. Spero proprio in buoni risultati.

E sono fiducioso.

giovedì 26 gennaio 2006

Strani sogni

Stamattina, dopo aver spento la sveglia ed essermi riaddormentato per l'ennesima volta, ho fatto un sogno assurdo.

Ho sognato Ligabue (!) che cantava su un lento motivetto di tastiera in stile Emerson Lake & Palmer (!!).

Già è strano così, ma la cosa più incredibile è che cantava in napoletano (!!!).

Che sia un messaggio del mio inconscio che non vuole più farmi arrivare in ritardo al lavoro?

lunedì 23 gennaio 2006

Ma perché?

Ma perchè, quando Berlusconi rinfaccia al centro-sinistra il fatto che l'amnistia del 1989 li mise al riparo dalle accuse di finanziamenti illeciti all'allora PCI/PDS (l'ultima volta a Matrix, l'altra sera), nessuno gli ricorda che tale amnistia salvò anche lui da una condanna per falsa testimonianza, inflittagli nel processo sulla P2?

lunedì 16 gennaio 2006

Milano stinks

Milano puzza.

Non che sia mai stata particolarmente profumata, ma da qualche anno a questa parte il tanfo ha raggiunto livelli insopportabili.

La cosa che puzza di più è - guarda un po' - l'aria.

Mi chiedo quando qualcuno troverà finalmente il coraggio di fare qualcosa di forte per contrastare il problema del traffico.

Non sarà l'unica fonte di inquinamento (ci sono anche i riscaldamenti, certo; le industrie no, quelle hanno chiuso tutte), ma è certamente il problema più serio a livello pedone.

È anche per questo che la gente non vive più la città. Ci spostiamo tutti in continuazione, come tante biglie impazzite, ma starsene in giro è una pena, sia a piedi, che in mezzi, che in macchina.
Non vediamo l'ora di andarci a chiudere tra quattro mura, siano esse quelle di casa o dell'ufficio, di un locale o di un cinema.

Finora tutti i (modesti) tentativi di fare qualcosa sono stati irrimediabilmente viziati da un errore di fondo. Non bastano i palliativi (come gli sporadici, inutili e ridicoli blocchi del traffico), non basta cercare di fornire alternative all'uso dell'auto: bisogna anche scoraggiarlo.

E per scoraggiarlo occorrono anche misure potenzialmente impopolari: pedaggi, chiusure al traffico privato e quant'altro.

I successori di Albertini & Co., chiunque saranno, avranno le palle per farlo?

mercoledì 11 gennaio 2006

Il vano riscatto della morte

La messa in onda del filmato dell'assassinio di Filippo Quattrocchi ha suscitato parecchie reazioni.

Prendo spunto da quanto scrive Vanamonde sull'argomento per fare anche io qualche piccola riflessione.

Non nascondo che la visione di quelle drammatiche sequenze (ancora una volta grazie a Blob, visto il mio assai sporadico rapporto con la televisione) mi ha turbato non poco.

Ci vuole un grande coraggio per andare incontro alla morte a testa alta, per volerla guardare negli occhi, senze un gemito, un pianto, una supplica. Sono certo che io quel coraggio non l'avrei avuto.

In questo è stata certamente una morte eroica, non certo nel sacrificio per un ideale.
Quattrocchi è morto da uomo, da valoroso, da italiano, come ha avuto la fermezza di dichiarare al suo assassino. Non è morto per l'Italia.

Non c'è nulla di patriottico nella sua fine. Non cambiano i motivi che l'hanno portato in Iraq, dove ha trovato i suoi carnefici.
Quanto abbiamo visto è solo la triste conferma di quanto già era stato riferito.

Totalmente prive di fondamento sono dunque le arringhe di chi, come Magdi Allam (che ben ha meritato l'Ambrogino D'Oro), grida alla menzogna e all'ipocrisia e pretende il pentimento, riaffermando presunte verità mai negate.

Non c'è nessun riscatto in quelle immagini. Solo profondo rispetto per chi ha saputo morire da valoroso, anche se non per una nobile causa.

giovedì 5 gennaio 2006

Da che pulpito

Il Cavaliere commenta la faccenda Unipol definendola "un intreccio inaccettabile tra politica e affari".

La critica è perfettamente condivisibile. Peccato che chi l'ha formulata sia, come scrive Ezio Mauro nel suo editoriale di oggi, "un campione, un monumento vivente al conflitto di interessi e all'impasto quotidiano e indecente tra partito e azienda, amministrazione pubblica e business privato, soldi e politica".

Si potrebbe cercare di ricordargli come il rispetto del suo ruolo istituzionale gli imponga di esprimersi in tutt'altri termini e, soprattuto, tramite i fatti, ma la priorità di cui ha goduto la legge sul risparmio e il modo in cui (non) è stato gestito il caso Bankitalia rendono superfluo qualsiasi commento.

Non contento, il caro Silvio aggiunge: "Gli elettori di sinistra sono rimasti delusi e sfiduciati. Per i nostri elettori invece non sarà così", chiarendo la natura squisitamente elettorale del suo accorato slancio moralizzatore.

Anche qui il commento nasce spontaneo: è ovvio che "non sarà così". È già così.

S'intende, tutto ciò, per quanto deprecabile, non giustifica in alcun modo l'assordante silenzio dei DS.

lunedì 2 gennaio 2006

Non toccare la pelle del drago

L'ho finito in treno, in viaggio verso Lecce.

Non sono molto bravo a scrivere recensioni e, anche se lo fossi, non ne avrei voglia. Sarò dunque breve.

Non mi è piaciuto.

La storia non mi ha convinto, eccessivamente e inverosimilmente intricata. Ci sono troppi nodi e molti di essi, nel finale un po' affrettato, non vengono sciolti, ma semplicemente scompaiono.

Quel che mi è piaciuto meno è lo stile, innaturale, forzato, manieristicamente frammentato. È anche per questo che ci ho messo tanto a leggerlo.

L'ho finito più per puntiglio che per convinzione.

Grazie ugualmente a UbiMario per avermelo prestato.

martedì 13 dicembre 2005

Il Giudice Mastrangélo

Lo scorso lunedì sera, solleticato dal fatto che fosse ambientato a Lecce e su consiglio materno, ho visto la prima puntata de Il Giudice Mastrangelo, su Canale 5.

Devo dire che ne sono rimasto piuttosto deluso.

L'ambientazione era ovviamente stupenda, trattandosi di Lecce e dello splendido Salento.

La trama non era proprio il massimo dell'originalità (ho capito chi era l'assassino dipo circa quindici minuti), ma non è questo il problema.

La nota dolente sono i personaggi, tutti totalmente e irrimediabilmente fuori contesto. Gente così la trovi più facilmente nell'hinterland milanese che nel leccese. A cominciare dal protagonista.

Diego Abatantuono nei panni del leccese trapiantato al nord è credibile quanto Tony Sperandeo nei panni di uno svedese trapiantato a Palermo. Se sei nato e cresciuto nel Salento non c'è nulla al mondo che possa cancellarne completamente le tracce, tanto meno trasformarti in un perfetto prodotto del Giambellino.

Ma questa è solo la punta dell'iceberg. In tutta la serie non c'è neanche un personaggio il cui accento abbia la benché minima parvenza di leccese, fatta salva la segretaria del giudice, che con la sua parlata in stile Gegia dovrebbe forse risultare divertente, ma finisce per essere unicamente banale e patetica. Sarebbe stato meglio farla interpretare direttamente da Gegia, che almeno è di Galatina.

La cigliegina sulla torta è data dalla sorella del giudice e dal di lei marito, gli unici ad avere una parvenza di accento pugliese. Peccato si tratti di una sottospecie di barese/foggiano, che non si capisce cosa abbia a che vedere col Salento.

Per finire, all'interno di un dialogo viene nominata "Santa Cesaréa". Ora, mi si trovi anche una sola persona in tutto il Salento che non la chiami Santa Cesárea.

Tutto ciò potrà anche sembrare ininfluente agli occhi del telespettatore medio, ma per me che nel Salento sono nato è sufficiente a trasformare l'unico potenziale motivo di interesse nel deterrente più forte.

Recitava bene la sigla di Avanzi: "è un grosso rischio procreare dei piccini, se me li tiri sù coi film di Oldoini".

sabato 10 dicembre 2005

Friday night fever

Stanotte mi sono addormentato più o meno verso le quattro.

Ero a letto dall'una, ma non era molto facile dormire, visto il fracasso che facevano quelli di fianco.

Sicuramente un bella festa, per chi vi ha partecipato. Un po' meno per chi aveva la camera da letto nella stanza a fianco. Noi.

Pazienza. Smetteranno, mi sono detto.

Macché. Passano le due, le tre, e ancora il casino impera.

Prima o poi qualcuno nel palazzo si lamenterà, penso, visto che il rumore è a livelli da disturbo della quite pubblica. Mi è parso addirittura che giocassero a pallone.

E infatti, poco dopo le tre, qualcuno si lamenta. Peccato che lo faccia con la persona sbagliata.

La vecchia isterica che abita l'appartamento sottostante il nostro, coi suoi noti modi urbani e civili, comincia a picchiare con la scopa contro il suo soffitto, nonché mio pavimento, e di lí a poco telefona. A me.

Rispondo dal telefono accanto al letto, già immaginando chi possa essere. Il tempo di un annebbiato "pronto" e la megera comincia, al solito senza presentarsi, a vomitare i suoi improperi.

Resisto circa due decimi di secondo. "Senta signora, non siamo noi: sono quelli di fianco" e, senza poter replicare, l'attempata vipera incassa un telefono in faccia già da tempo ampiamente guadagnato.

Nessuno al di sopra del quinto piano può emettere un peto senza che la deficiente di sotto pensi che sono stato certamente io. Idiota e incivile. Prot.

Il casino è durato ancora un po', poi siamo finalmente riusciti a prendere sonno.

Buona notte. No, solo notte. Poca.

martedì 6 dicembre 2005

Crimini aziendali

Siamo sicuri che non ci sia un qualche articolo della Convenzione di Ginevra che proibsce di indire riunioni alle 8:30 del mattino?

No? Male. Dovrebbe esserci.

sabato 3 dicembre 2005

Nevica

Non so da quanto, non più di un paio d'ore.

Prima pioveva e faceva un freddo cane. Per questo siamo tornati a casa invece di passare fuori il resto della serata, dopo l'aperitivo.

Ora è già tutto imbiancato.

Fortuna che domani non devo andare a lavorare. Sfortuna che valga solo per me.

Ho fame. Mi farei un caffelatte coi biscotti.

martedì 29 novembre 2005

Harry Potter and the Goblet of Fire

Visto oggi in lingua originale all'orrido Cinema Silvio.

Decisamente carino e ben fatto. Rispetto al libro molti dettagli sono ovviamente trascurati, ma nel complesso la trama è resa piuttosto bene.

Gli unici temi ai quali mi sarebbe piaciuto fosse stato dato maggiore risalto sono la Quidditch World Cup, i tormentati sentimenti di Harry per Cho e le vicende della famiglia Crouch, risolti tutti in maniera piuttosto rapida. Ma sono conscio del fatto che non fossero irrinunciabili.

Unico appunto a caldo: il finale mi è sembrato decisamente troppo affrettato.

Non capisco il perché del PG 13. Forse perché ci scappano i morti? Risibile. L'episodio precedente mi era parso decisamente più cupo ed inquietante.

Penso che presto lo rivedrò in Italiano.

Consigliato.

lunedì 21 novembre 2005

Trasferte sofferte

Non solo ti mandano in trasferta, ma ti devi pure organizzare da solo e smazzarti tutta la burocrazia del caso.

Compila richieste online sulla intranet aziendale, richiedi la validazione al responsabile, specifica i voli, l'albergo, chiedi un anticipo (ché l'albergo te lo prenotano, ma non te lo pagano), aspetta i biglietti e spera che te li mandino in tempo.

Una volta c'erano esseri umani che si occupavano di queste cose, gente con cui potevi parlare, che ti dava una mano. Ora ci sono moduli, richieste e procedure idiote, pensate e realizzate da chi sa quale ditta di consulenza.

Il risultato è che, a due mesi dall'ultima trasferta, ancora non mi hanno rimborsato tutto quello che avevo speso. Si fanno anticipare i soldi dai dipendenti e poi glieli ridanno con calma. Con estrema calma. Manco fossi andato a divertirmi.

Parto mercoledì sera e solo stamattina ho compilato il ciarpame. Stando alla procedura non ho fatto la richiesta con l'anticipo previsto dalla circolare vattelapesca e la prenotazione non è garantita.

Bene. Facciano come gli pare. Se non prenotano non parto. Del resto cosa me ne frega? Anzi, se non dovessi partire sarei pure più contento. Almeno mi risparmierei le scartoffie e i rendiconti che mi aspettano al ritorno.

mercoledì 16 novembre 2005

Uso e abuso

Prima timida ammissione degli USA sull'uso del fosforo bianco come arma chimica a Falluja.

"L'abbiamo utilizzato come arma incendiaria contro combattenti nemici", ha dichiarato, rispondendo a una domanda, il tenente colonnello Barry Venable. "Il fosforo bianco è un'arma convenzionale, non è un'arma chimica. Non è illegale"

Giustificazione alquanto risibile, oltre che falsa. È legale come tracciante, non come arma, e sostenere che non sia un agente chimico vuol dire negare l'evidenza (ultimamente sport preferito della diplomazia statunitense).

Non sorprende il fatto che gli USA si oppongano strenuamente al riconoscimento di qualsiasi corte internazionale. Rischierebbero di sedere più spesso al banco degli imputati che a quello dei giudici.

Non si può svincolare la legalità di qualcosa dall'uso che se ne fa.

Anche l'acido muriatico è perfettamente legale: si usa per pulire i cessi. Non per questo è legale scioglierci dentro le persone.